Pillon torna a lanciare accuse di «blasfemia» contro i gay, non risparmiandosi insulti a Tiziano Ferro



Il senatore leghista Simone Pillon ha deciso che Dio deve essere ritenuto un oggetto di sua proprietà e che nessun altro dovrebbe poterli citare perché altrimenti lui si sente violentato nel suo culto del padanesimo. Ed è così che sui suoi canali social lo troviamo ancora una volta impegnato nell'inveire contro i gay e nel lanciare accuse di blasfemia con cui aizzare i suoi seguaci al più demoniaco odio:


In mezzo ai soliti insulti gratuiti e le sue solite generalizzazioni volte a sostener che sua figlia abbia bisogno di sapere che lui ha l'uccello e che la donna che ha ingravidato ha una vagina, è posizionando a casaccio le parole della sua propaganda che Pillon tenta di mettere a frutto l'omofobia per inveire contro quelle sinistre che non discriminano i gay come lui non avrebbe problemi a fare.
Ovviamente il signor Pillon pare ignorare che alcuni sindaci di destra hanno patrocinato i Pride, sembra non sapere che gli eterosessuali ricorrono alla GpA molto più dei gay o che i bambini sono i primi a essere vittima di specifiche sui sessi dei genitori che colpiscono anche i figli di etero che vivono in situazioni particolari.
Ma forse tutto ciò non gli interessa dato che Pillon non fa mistero di essere pronto a promuovere sistematici attacchi contro interi gruppi sociali attraverso vergognose generalizzazioni come queste:



Esatto: Pillon non parla mai di "persone" ma inveisce contro "africani" e "rom" in quella dialettica propagandistica che mira a disumanizzare l'uomo per inventarsi dei falsi nemici di cui dice bisognerebbe avere paura. Ed ovviamente dice anche che contro di loro bisogna votare il partito che promette sistematiche persecuzioni contro di loro. Anche in nazismo iniziò così e sappiamo tutti come andò a finire.

Ma dato che l'omofobia è il suo cavallo di battaglia, è atteggiandosi a bulletto che il sentore non si esime da un attacco contro Tiziano Ferro e qualunque politico non prometta odio contro le famiglie gay. Con la violenza che lo contraddistingue, Pillon scrive:


Se l'odio di quelle parole si commentano da sole, pare ormai inaccettabile sentire la stessa lagna ritenuta in maniera sempre più violenta. E se a fare finto moralismo è un tizio che vuole la sottomissione femminile, forse bisognerebbe occuparsi primariamente di come lui voglia rendere schiave tutte le donne e non certo di come lui non voglia che alcune di loro possano compiere scelte a lui sgradite.

Ma non è finita qui. Nonostante la Lega non abbia ancora chiarito il contesto delle intercettazioni per presunte tangenti ricevute da Mosca per svendere l'Italia alla Russia, surreale è come Pillon citi il sito di propaganda del Cremlino per vantarsi di come il suo padano leader voglia ridefinire la famiglia sulla base dello sciacallaggio di un caso di cronaca:


Esatto, il governo non serve: è Salvini che decide perché Salvini vuole giocare a fare il dice e pretende di poter imporre qualunque cosa voglia nella noncuranza delle più basilari regole democratiche.
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