Quattro neofascisti italiani adescano e picchiano una donna trans



Il branco l'ha aggredita e massacrata di botte. È accaduto nel bolognese, dove una sex worker sudamericana transessuale (dotata di regolare permesso di soggiorno) è stata adescata da una giovane coppia italiana (un uomo e una donna, in conformità ai distinguo di Pillon). Con la scusa di volere una sua prestazione, i due l'hanno portata in un parcheggio isolato. Ed è qui che è scattata la trappola: la donna è stata aggredita da altri due ragazzi italiani, armati di spranghe di ferro e complici della coppia.
La vittima ha riportato contusioni sulle braccia e sulle gambe e risulta impossibilitata a camminare.
Il MIT commenta: «Ci è stato chiesto di rimanere in anonimo perché Desy ha paura di rivolgersi al pronto soccorso e di denunciare l'aggressione alle autorità competenti. Come Movimento Identità Trans non possiamo non classificare questo episodio se non come di chiara matrice fascista, organizzato per colpire quella determinata categoria. Come da loro abitudine, i fascisti, da codardi quali sono, escono di notte dalle fogne per poter agire indisturbati e attaccare le persone che in quel momento non possono difendersi. Se di emergenza sicurezza vogliamo parlare in questo paese, allora non dobbiamo pensare che il pericolo arrivi dalle coste libiche ma viene direttamente dalle nostre città».
La sfiducia nella giustizia da parte della vittima deriva dalla sua convinzione che la polizia salviniana non abbia alcuna intenzione di tutelarla «in quanto lavoratrice del sesso e persona trans».
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