Migliaia di persone sono morte del Mediterraneo, ma Salvini ride pensando ai barconi



L'impressione è che Matteo Salvini piaccia ad alcuni elettori in quanto ritenuto l'emblema del furbetto che ha saputo arricchirsi senza mai lavorare un solo giorno. Lo si osserva quando i suoi proseliti arrivano persino ad apprezzare come si sia intascato centinaia di migliaia di euro per fare l'assenteista a Bruxelles o di come non abbia mai perso occasione per cercare profitti personali dai suoi ruoli istituzionali (magari giocando a traversarsi da poliziotto durante i suoi comizi di partito o permettendo al figlioletto di poter giocare con le moto d'acqua della polizia di stato a spese dei contribuenti).
In tale scenario, pare evidente che ai suoi elettori piaccia il bulletto padano che li legittima nella mediocrità, promettendo che lui non chiederà loro alcuno sforzo e li privilegerà per il solo fatto di avere una cittadinanza italiana. Lui li fa sentire meno solo nel loro razzismo e nella loro xenofobia, scompiacendo ogni loro più perversa forma di odio ed insegnando loro che l'assenza di argomentazioni più essere sopperita da un costante ricorso all'insulto gratuito.  Ovviamente il leghista guarda al suo interesse personale nel coniare i concetti di «zecche rosse» o nel tirare in ballo ossessivamente la Boldrini, ma il suo proselito medio si sente rassicurato dal sapere che lui gli sta procurando falsi nemici da poter incolpare per i propri fallimenti e per la propria situazione.
L'ennesima dimostrazione la si evince dal comizio che Salvini ha tenuto ad Assisi, dove il leghista si è messo a insultare  e deridere i migranti che affrontano una traversata del Mediterraneo mentre lui se ne stava comodamente seduto al ristorante a farsi ingozzare di cibo. Ed è ancor più grave che i presenti abbiano ritenuto di ridere e di applaudire a chi insultava vite umane, ridendo di una travasata che è costata ala vita a migliaia di persone ma da cui lui spera di poter trarre profitto.


Ed è così che nel mondo padano di Matteo Salvini, un ministro che abusa del suo ruolo per far giocare il figlioletto con i mezzi della polizia può cavarsela dicendo sia stato un «errore da papà», un padre che rischia la vita nella speranza di poter offrire un futuro migliore ai figli figlio è una vittima da deridere a scopo elettorale.
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