Riki Marcuzzo: «Chiamatemi pure froc*o, per me non è un insulto»



Sui social network Riki Marcuzzo ha rivelato di essere preso in giro perché ritenuto "diverso". «Mi sfottono perché mi piacciono i fiori, l’amore e la natura -ha spiegato- mia mamma aveva ragione: essere diverso non è facile, ma tu segui il tuo cuore».
Da qui è partita un'operazione di marketing chiamata "Rovinami" in cui Riki ha affisso per le strade un suo manifesto ed ha chiesto ai suoi hater di scrivere quello che volevano sui suoi manifesti: «Fate in modo che quest’immagine possa diventare una vera e propria opera d’arte. Gli haters sono i benvenuti e questo è il vostro momento: a volte bisogna alzare lo sguardo dal telefono e sporcarsi davvero le mani! Rovinatemi che sta per succedere qualcosa di grande».
Su alcuni manifesti sparsi in tutta Milano, alcuni ignori hanno scritto anche insulti omofobi, portando il cantante a pubblicare quell'immagine e al dichiarare:

Quando pensavo a “Rovinami” volevo fosse un’operazione principalmente provocatoria. Non mi sarei mai aspettato che le persone andassero veramente in giro a scrivermi sopra o a pasticciarmi né tantomeno che lo facessero direttamente dal telefono! Utilizzare i pennelli, gli sticker e tutti gli altri strumenti disponibili nelle varie app o nei social per creare dei “digital artwork” è qualcosa di pazzesco e imprevisto. Grazie a tutte queste dimostrazioni di affetto e grazie anche a chi mi insulta o pensa di farlo. “Frocio” non è un insulto, specialmente nel 2019! L’odio prima si stufa e poi si spegne. Cresciamo, crediamoci e non avremo paura perché chi sta bene con se stesso e si accetta, sia con l’ironia che con l’indifferenza, vince sempre.

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