La giornalista Zaira Bartucca continua a intimidire le sue vittime che vogliono denunciarla


Ricordate la battuta sui preti pedofili che la giornalista Zaira Bartucca ha usato per accusarci di pedofilia sulla base del like espresso da un ragazzo che lei si è inventato scriverebbe per Gayburg? Ebbene, l'autore di quel messaggio ha deciso di rivolgersi alla polizia postale, anche perché è evidente la malafede di chi ha nascosto il contesto per lanciarsi in illazioni da codice penale.
Secondo il suo triste e desolante copione, la giornalista ha però pubblicamente minacciato la sua vittima di imprecisate ritorsioni qualora dovesse procedere:


Il suo pare un modus operanti. Già nella telefonata che la signora pubblicò contro di noi (anche se effettuata a persone che lei ha falsamente associato a noi), la si sentiva inveire minacce contro un ragazzo, dicendogli che lei sarebbe venuta a conoscenza di imprecisate "cose". Evidentemente anche in quel caso era partita in quinta con il presumibile intento di voler ricattare o intimidire la sua vittima. E non è andata meglio quando ha minacciato di volerci denunciare per aver chiesto la smentita delle false informazioni da lei pubblicate sul suo sitarello, asserendo che lei avrebbe continuato a molestare persone estranee ai fatti qualora non le avessimo fornito dati che la polizia postale e i carabinieri ci hanno confermato non le siano dovuti.

Non va meglio con i toni arroganti che la vedono inveire contro chi le fa notare la gravità del suo inventarsi illazioni di sana pianta.


Zaira Bartucca de l'è presa persino con un avvocato, attribuendogli frasi mai dette a fronte di un articolo di natura squisitamente giuridica e scevra da qualsiasi opinione. Ma è in qualità di giornalista iscritta all'Albo dei Giornalisti che giura sulla sua onorabilità che solamente in Italia un avvocato potrebbe descrivere la legge così com'è e confermare che le persone vengono arrestate solo se delinquono e non se hanno imprecisate pulsioni:


E perché sia chiaro, la signora sostiene che si dovrebbero considerare "pedofili" anche quanti denunciano l'omofobia subita dai minorenni. Ovviamente anche in quel caso minacciava denunce e ripercussioni contro chiunque sostenesse che l'omofobia potesse aver spinto un bambino di 9 anni al suicidio:



Anche in quell'occasione, la giornalista usava la pedofilia come ricatto contro chi osava osservare come alcune sue affermazioni fossero di rilevanza penale:


D'altronde stiamo parlando di una populista che cerca profitti dal pppulismo, una di quelle che cerca di creare complotto sbraitando che non si sappia dove sua finito un prete a cui è stata offerta assistenza sanitaria per poi sussurrare che si trovetebbe tranquillo a casa sua:


Ma non solo. Propensa all'insulto, la signora che associa a caso dei ragazzi a Gayburg tenta di diffamarci associandosi alla pedofilia e raccontand balle su un falso anonimato. Dicendo che organizzazioni vicine a Forza Nuova vogliono il nostro indirizzo, pare schiumare nel non essere riuscita ad ottenere legalmente nomi non dovuti da diffondere tra i gruppi nazifascisti. Mescolando un post contro la mutilazione dei bambini ad una battuta scritta da altri in altri contesti, la "giornalista" arriva ad inventarsi di sana pianta questa roba qui:


Per la cronaca, quello che dicono di aver "verificato" è ovviamente falso, così come la fantomatiche "campagne diffamatorie" riguarderebbero il suo pretendere che non si possano esprimere opinioni contro i suoi articoli, il suo Salvini e le lobby integraliste con cui lei collabora. Quindi, secondo copione, lasignora pare voler sostenere che il cittadino che dissente vada esposto alle violenze dei neofascisti.

Ma l'Ordine dei giornalisti non ha nulla da dire? È normale che una "professionista" trascorra il suo tempo a minacciare le sue vittime?
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