Il parroco leghista che vuole mettere il bavaglio al dissenso


È lecito che un personaggio pubblico possa andarsene in giro a raccontare che il contrasto ai crimini d'odio lederebbe la sua "libertà di parola" mentre pretende un bavaglio al dissenso? Il parroco leghista emiliano (che non citeremo) ne pare convinto. È infatti attraverso i social che il sacerdote ci intima di non esprimere ulteriori opinioni riguardo alle sue affermazioni pubbliche:


La sua teoria è che noi non dovremmo poter contestare il suo dichiarare che il ddl Zan sarebbe un atto «contro la libertà di parola» e «di stampa». Eppure quella norma non includae alcun "reato di opinione" e si limita ad estendere alle vittime di omofobia le medesime tutele che la Legge Reale-Mancino gli garantisce da anni:


Mentre sostiene che compiere un crimine d'odio sarebbe una lecita "opinione", pretende pure che non si possa esprimere alcuna critica alle sue dichiarazioni pubbliche.
E chissà se anche le vittime di omofobia potranno chiedergli di non essere citati nelle sue invettive, dato che il sacerdote pare non pensare ad altro:


Che mai dovrebbe centrare la legge con una definizione che descrive un un'atteggiamento anticristiano contro le minoranze? Chissà... ma lui non vuole che se ne possa parlare, anche se forse i genitori dei suoi alunni meriterebbero di conoscere le posizioni politiche dell'insegnante a cui la scuola pubblica affida i loro figli:


Tra i commenti, il sacerdote si lancia nel sostenere che il dissenso sarebbe «stalking» prima di una allusione poco chiara alla pedofilia:


Ma se l'essere citato da chi non la pensa come lui fosse «stalking», che dovrebbero dire quei gay che lui cita ossessivamente? E pretenderà pure che nessuno possa citarlo per smentire le fake news da lui diffuse su fantomatici banchi prodotti in una sede Arcigay ad Ostia?


Chiederà anche a Netflix di non poterlo citare per respingere le sue accuse di pedofilia?


E mentre gli altri devono tacere, lui continuerà ad invocare la "libertà" di poter insultare e denigrare i gay sostenendo che non si possa essere "cristiani" se non si è omofobi?




















Anche qui, dovremmo farci andare bene il suo sostenere che pregare contro i gay sua in "diritto" mentre contesta chi ha criticato i temi trattati ad un convegno patrocinato dai ministri leghisti? E che c'entrano i gay con il fine vita di quel povero bambino terminale che i fondamentalisti volevano condannare ad atroci sofferenze?
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