Il Vaticano cita i patti con Mussolini per affossare ddl Zan: «Fermate la legge, viola il Concordato»


È un'ingerenza grave e preoccupante quella che ha visto il Vaticano pronto a tacere dinnanzi alle inaccettabili leggi anti-gay approvate in Ungheria, tentando ora un colpo di mano che possa aiutare i neofascisti italiani a garantire impunità a chi va in giro a picchiare i gay per strada.
Secondo quanto riportato da Giovanni Viafora sul Corriere della Sera, il Vaticano avrebbe formalmente chiesto al governo italiano di modificare il DDL Zan, perché a loro dire violerebbe in «alcuni contenuti l’accordo di revisione del Concordato».
E se sono molte le ingerenze clericali che hanno danneggiato il nostro Paese, mai prima di oggi la chiesa aveva era intervenuta nell'iter di approvazione di una legge italiana citando quei Patti Lateranensi che furono firmati da Benito Mussolini.
Dopo le numerose fake-news che ha visto numerosi preti pronti ad offrire la loro falsa testimonianza, ora è monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ad essersi presentato all’ambasciata italiana presso la Santa Sede con una nota verbale. «Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato», dice.
La sua tesi è che le scuole cattoliche debbano essere esentate dalle attività organizzate in occasione della Giornata nazionale contro l’omolesbobitransfobia, anche se è giù così dato che non esistono obblighi alla partecipazione e nelle loro scuole potranno continuare a cercare di pervertire i bambini nel tentativo di trasformarli in piccoli Pillon ossessionati dalle mutandine altrui. Dicono poi che sentano minacciata la "libertà di pensiero", ma non ci risulta che il vaticano sia sia mai opposto alle punizioni penali previste per chi bestemmia o alla possibilità di invocare l'offesa al sentimento religioso come mezzo di censura. E chi vede "libertà" nei crimini penali farebbe bene a guardare a quanti preti pedofili sono stati protetti dalla santa Sede e hanno potuto compiere nuovi stupri per causa loro.
Da qui hanno chiesto ufficialmente «che siano accolte le nostre preoccupazioni», auspicando una qualsiasi modifica proposta dalla Lega nelle certezza che ciò affosserebbe la legge e l'Italia resterebbe l'unico stato europeo senza contrasto all'odio dato che persino l'Ungheria di Orban ha leggi simili al ddl Zan.

Tra le prima prime reazioni politiche, Elio Vito di Forza Italia commenta: «Il Vaticano ha consegnato una nota al Governo Draghi per il DDL Zan. Niente da dire invece per quella ungherese. Bene, ora, oltre che a difesa della laicità dello Stato e delle leggi, il governo dovrà esprimersi sul tema!».
Alessandro Zan aggiunge: «Alla Camera sono sempre state ascoltate con grande attenzione tutte le preoccupazioni e come anche confermato dal Servizio Studi Senato, il testo non limita in alcun modo la libertà di espressione, così come quella religiosa. E rispetta l’autonomia di tutte le scuole». Infine Enrico letta afferma: «Noi siamo sempre stati favorevoli a norme molto molto forti contro la omotransfobia, e rimaniamo favorevoli a queste norme e al ddl Zan, ma siamo sempre stati aperti al confronto in Parlamento e guarderemo con il massimo spirito di apertura ai nodi giuridici».

Vomitevole come sempre, Mario Adinolfi ha commentato: «Quando per mesi il Popolo della Famiglia s’è battuto contro il ddl Zan c’era chi in tv ci diceva che eravamo isolati “anche nella Chiesa”. Hanno scritto una legge fascista come quelle del 1926, ora hanno la risposta della Chiesa. Parli Draghi e chiuda la questione. Viva il Papa» E sinceramente il signorino ha un po' rotto i coglioni con il suo dire che contrastare l'odio è fascismo mentre il vero "liberale" obbliga le donne a fare quello che dice lui, obbliga i malati terminali a soffrire per il suo sadico piacere e impone alle sue figlie come e da chi debbano essere portare a letto.
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