Il Giornale si inventa che siano i social i troll russi a determinare il "sentimento popolare" contro i diritti umani


Il Giornale ci fa sapere che loro si puliscono il deretano con i sondaggi seri, preferendo sostenere che a determinare il pensiero degli italiani debbano essere quei social su cui operano le organizzazioni russe che si occupano di inquinare il dibattito pubblico per fomentare odio e divisioni sociali.
E se tutti i sondaggi mostrano come la stragrande maggioranza degli italiani vogliano il ddl Zan, loro ci spiegano che la legge debba essere affossata dato che don Mirco Bianchi e il pastore Carollo non fanno che scrivere messaggi contro i diritti dei bambini.

Per farci capire il tenore ideologico dell'articolo basta il titolo, in cui i promotori populisti si premurano di insultare e denigrare chi osa dissentire da quel loro Pillon per cui i crimini d'odio sarebbero "libertà religiosa":



Proponendo il loro Salvini come il fiero omofobo che difende la "razza eterosessuale" da quei gay che hanno preso il posto degli ebrei nelle campagne d'odio dell'estrema destra salviniana, l'articolo spiega che loro hanno commissionato uno "studio" che dicesse che gli italiani sono tutti omofobi e che dunque loro si sentono eccitato come scolarette nell'insultare chi pensa che picchiare un ragazzino per strada solamente perché gay sia un crimine:

Come pensate che la prenderanno i paladini del ddl Zan? Probabilmente malissimo. Ma i numeri non mentono. Secondo un report realizzato in esclusiva per il Giornale.it dalla piattaforma Human, la maggioranza degli italiani mal digerisce la legge che tanto sta accendendo il web (e la politica) in questi giorni. Sui principali social network quasi il 60 per cento (il 58,1% per la precisione) dei post ha, infatti, un sentiment negativo.
E adesso chi glielo va a dire a Chiara Ferragni e al marito Fedez, che ai pollicioni alzati verso l'alto tengono tantissimo? Per i due influencer, che si sono spesi in prima persona a favore dell'approvazione del ddl Zan, è sicuramente una doccia fredda, ma il vero che ne esce con le ossa rotte è Enrico Letta. Dopo i flop incassati sullo ius soli e sulla reintroduzione della tassa di successione, il segretario piddì ha puntato tutto su un'altra battaglia profondamente divisiva: la legge contro la omotransfobia, appunto.

Insomma, dicono che pensare che il fascista non possa delinquere sarebbe "divisivo" perché il fascista pretende di poter restare impunito e Salvini è lì a promettergli che col partito che si è rubato 49 milioni di dollari chi sbaglia non paga. Ed è così che iniziano a dire che la Costituzione può essere calpestata sulla base dei sondaggi, dato che secondo loro impedire i crimini significherebbe "mettere il bavaglio" a chi cerca di danneggiare gli altri:

E dire che noi del Giornale.it avevamo previsto tutto già a inizio giugno pubblicando un sondaggio top secret che svelava il perché del repentino crollo nei sondaggi del Partito democratico. Già allora le percentuali parlavano chiaro: oltre il 60 per cento si era detto contrario alla legge bavaglio che, mascherandosi dietro la lotta alla omotransfobia, rischia (se approvata come vorrebbero i dem) di introdurre pesanti restrizioni alla libertà di pensiero; oltre il 75 per cento, invece, diceva "no" al reintorno dell'ingiusta imposta che fa cassa sui patrimoni lasciati agli eredi; quasi il 70%, infine, non voleva nemmeno sentir lontanamente parlare di cittadinanza facile ai figli degli immigrati.

Insomma, loro dicono che è grazie a Salvini e alla meloni se alcuni bambini nascono con meno diritti di altri perché sui social c'è tanto razzismo. E ne vanno fieri, quasi si eccitassero nel togliere diritti ai bambini. Ed un tema così delicato diventa l'occasione per insultare Fedez perché ha osato criticar eun leghista che invitava a bruciare i figli gay nei forni.
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