Monsignor Carlo Maria Viganò benedice le bombe sull'Ucraina: «Putin ha ragione»


«Putin ha ragione». Dopo aver trascorso mesi a fomentare i no-vax, monsignor Carlo Maria Viganò si è ripresentato sulla scena come uno sfegatato putiniano che benedice l'invasione armata dell'Ucraina.
Ripetendo che lui sarebbe convinto che Soros e Bill Gates «avrebbero in animo di distruggere l'ordine mondiale finora costituito», afferma che «non sono gli Ucraini che dovrebbero entrare nell’Unione Europea o nella NATO, ma gli altri Stati che dovrebbero finalmente avere un sussulto di orgoglio e di coraggio e uscirne, scrollando da sé questo giogo detestabile e ritrovando la propria indipendenza, la propria sovranità, la propria identità, la propria fede. La propria anima».
Viganò dice di credere ciecamente a Putin e che il Cremlino voglia davvero «denazificare» l'Ucraina «dai suoi gruppi estremisti a garantire protezione e tutela agli ucraini di lingua russa» perché «il casus belli è stato pianificato deliberatamente dai veri responsabili del conflitto, sapendo che avrebbe ottenuto esattamente quella risposta da parte di Putin. E sta a Putin, indipendentemente dal fatto di avere ragione, non cadere nella trappola e anzi ribaltare il banco, offrendo all’Ucraina delle condizioni di pace onorevoli senza proseguire nel conflitto. Anzi, quanto più Putin ritiene di essere nel giusto, tanto più egli dimostrerà la grandezza della sua Nazione e l’amore per il suo popolo col non cedere alle provocazioni».

Quelle parole hanno trovato l'immediato plauso del camerata nazifascista Tuiach, il quel ancora non ci ha spiegato perché voglia deche dei nazisti «denazifichino» le democrazie per far felice i nazisti. Ed è ricordanco come l'arcivescovo Viganò guidò i discorsini di Trieste che scrive:



E così scopriamo che loro dicono di credere in un dio malvagio che vuole vedere interi popoli sterminati nel nome di chi infligge una dittatura integralista al proprio popolo.
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