De Carli ha da ridire su chi vuole mangiare farina di griillo


Mirko De Carli ama offendere, motivo per cui non stupisce sia solito strillare che gli altri direbbero solo "puttanate" perché non condividono il suo sostenere che sarebbero gli ucraini a "fare la guerra" ai russi o che la dignità delle persone trans lo discriminerebbero in quanto eterosessuale.
Oggi si dice arrabbiato perché agli altri non sarà impedito di poter mangiare farina di grillo, arrabbiato perché non verranno costretti con la forza a foraggiare allevamenti intensivi ed animali imbottiti di antibiotici. E se dice che per profitto dovremmo finanziare i russi impegnati in stupri minorili, anche qui si inventa che la sostenibilità danneggerebbe i profitti:



Ovviamente tutto è pretesto per attaccare l'Europa, dato che un populista di estrema destra deve probabilmente sentirsi in obbligo a spalleggiare i sovranisti. E se De Carli piagnucola che lui vuole mangiare carne proveniente da sollevamenti intensivi, fosse gli si potrebbe spiegare che nessuno gli vieta di continuare a farlo dato che lui contesta il fatto che agli altri sia data la possibilità di scegliere.

Evidentemente convinto delle "puttanate" che dice, le ha pure dette in radio:


In quel suo ribadire che la libertà altrui lo fa arrabbiare, De Carli pare dimostrare di non aver capito nulla del tema dibattuto dato che lui ritiene che la farina di grillo equivalga a quella "normale". E così se ne esce dicendo che quella farina sarebbe "una cosa esotica" che offenderebbe "la cultura europea". Evidentemente non ha capito che se non vuole viver e in un mondo in cui ci sia una pandemia ogni due anni a causa degli allevamenti intensivi, serve un sostituto per la carne animale che fornisca proteine animali.
Non meno sconcertante è come De Carli riduca tutto al denaro, inventandosi che la farina di grillo sarebbe "meno costosa" e "premette di estendere i rapporti con l'oriente", assicurando che "tutta la nostra filiera alimentare verrà distrutta e ci mangeremo della porcheria".
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