Il partito di Adinolfi accusa la magistratura di non essere imparziale


Ogni singolo giorno, migliaia di gay vengono insultati, offesi e dileggiati per il proprio orientamento sessuale. Ma De Carli non pare preoccuparsene, cos impegnato com'era a cercare di affossare una legge che avrebbe protetto migliaia di persone dei crimini d'odio. Oggi sostiene che qualcuno lo avrebbe minacciato:



Sentire commenti sulle "parole che feriscono" dall'esponente di un partito che difende l'uso di termini come "n*gro" e "fr*cio" fa alquanto sorridere. Ma è abbastanza evidente che l'esponente del partito di Mario Adinolfi stia tentando di convincere i suoi proseliti a provare paura verso i gay, come peraltro cerca di fare sistematicamente in numerosi post.

Premesso che è curioso che lui ritenga "minaccia" un'opinione espressa in maniera colorita visto che lui arriva a sostenere che i reati dettato dall'odio andrebbero ritenuti una loro "libertà di espressione", curioso è che pretenda che lo si creda sulla parola. Infatti si affretta a dire che non sporgerà denuncia e che quindi la sua dichiarazione non verrà verificata da nessuno. Come pretesto, lancia accuse si imparzialità alla magistratura, senza spiegare su quali basi sostenga che i giudici sarebbero "arcobaleno":



Parole simili paiono gravi e inaccettabili, oltre a rendere lecito nutrire dubbi sulla presunta "minaccia" che potrebbe essersi inventato come Belpietro si inventò un falso attentato.
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