Secondo Salvini, se l'elettore leghista ha paura dei migranti, allora lui ha il diritto di infrangere il diritto


Quando Matteo Salvini sbaglia, può tranquillamente confidare sull'immunità parlamentare. Infatti il Governo Meloni si è dimostrato molto disponibile a giurare su Dio e sulla Patria che dare della "zecca tedesca" alla capitana di una nave rientrasse nelle mansioni del ministro.
Ma dato che Salvini sostiene sia ovvio che lui abbia ogni diritto di imprigionare chi non gli paga un riscatto, ha deciso che i giudici sbagliano e vanno puniti. In pratica, pare la regina di Alice nel paese delle meraviglie che vuole tagliare la testa a tutto. E non solo la testa, dato che promettere castrazioni è un altro suo cavallo di battaglia.

In un videoproclamo diffuso sui social, il ministro dei trasporti pare voler confondere il suo elettorato definendo "clandestini" dei richiedenti asili. E se pare evidente la sua intenzione di suscitare rabbia contro i migranti, magari accostandoli al tema della "sicurezza" come anche oggi si è premurato di fare, promette che ci saranno punizioni per quei giudici che vigilano sull'operato del governo:


Quando Matteo Salvini inveisce contro «questi giudici che liberano i clandestini e ne impediscono l'espulsione», lo saprà che non può espellere un richiedente asilo senza aver valutato la domanda? E cosa c'entra il fatto che lui si domandi se facciano al spesa all'Esselunga come la fa lui, peraltro usando buste inquinanti e non riutilizzabili dopo aver toccato senza guanti frutta e verdura?
E dato che Salvini fa sempre elenchi, inizia a elencare cose a caso prima di dire che sua figlia e l'italiano medio dovrebbero aver paura di incontrare persone di colore per strada.
Curiosa è anche la sua teoria per cui difendere il diritto sarebbe "contro gli italiani", in quella sua abitudine a spacciare per dogmi di fede le sue opinabili convinzioni personali.

In realtà, tutto fa pensare che Salvini abbia in odio l'impossibilità di fare tutto ciò che potrebbe portargli profitto. Infatti il giudice applica la legge, non la giudica. Il giudice tiene presente la giurisprudenza e le legislazioni di rango superiore, e ne tiene conto. Che il potere esecutivo chieda conto al potere legislativo dell’operato del potere giuridico è oltre l'indecenza.
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