Provita Onlus si inventa che Smemoranda sarebbe fallita perché non era omofoba


Non è difficile capire che il fallimento di Smemoranda sia legato alla didattica a distanza che ha avuto luogo durante il lockdown e alla conseguente diffusione di agende elettroniche. Eppure l'organizzazione forzanovista Provita Onlus si diverte a raccontarsi che l'avrebbero fatta fallire loro perché a Jacopo Coghe non andava bene non negassero il diritto all'esistenza alle persone trans:



Secondo le loro fantasie, sarebbe inaccettabile che un'agenda possa spiegare ai ragazzi cos'è l'identità di genere. Ed è un po' strano dicano che quella sarebbe "ideologia gender", dato che in altre occasioni negavano la tessa affermazione. Ma dato che la fantomatica "ideologia gender" è una loro invenzione, è normale abbiano difficoltà a definire ciò che è solo una truffa culturale:



Se non è chiaro perché dicano che "purtroppo" si educano i ragazzi anziché corromperli all'omofobia, anche sulle date paiono confusi. Infatti quelle di cui parlano solo le pagine che la loro Giusy D'Amico si vantava di strappare dai diari dei suoi alunni due anni orsono.
Appellandosi alle teorie di Putin sul fatto che caratteristiche naturali possano essere "propagandate", l'organizzazione di estrema destra scrive pure:



Insomma, la loro fantasia pare ormai fuori controllo. Ma dato che a loro piace inventarsi che le loro idee minoritarie sarebbero condivise, sostengono che i genitori omofobi avrebbero fatto fallire il diario sgradito a Coghe perché vogliono figli omofobi. Si inventano che l'identità di genere sarebbe "un disagio" e si inventano che le aziende dovrebbero promuovere discriminazioni per fare più soldi:



Sarà che Coghe pare disposto a tutto per fare soldi facili col business dell'omofobia, ma c'è chi potrebbe pensare che vada fatto ciò che è giusto e non ciò che porta profitti. Per questo è un bene che sempre più aziende decidano di rinunciare al mercato omofobo per farsi promotrici di un cambiamento che renda il mondo un posto migliore.
E chissà se quei fantomatici "genitori" di cui parla lui sarebbero stati d'accordo ad esporre i propri figli alle lezioni di sesso non protetto che la loro Maria Rachele Ruoi organizzava nelle scuole di Roma sostenendo che era Gesù a volere che ai bambini si insegnasse il sesso non protetto.

Per sostenere quanto dicono, Provita Onlus dovrebbe perlomeno dare prova che i genitori abbiano acquietato l'agenda di Putin o di Vannacci ai propri figli. Perché se tutte le agende cartacee sono in crisi, allora non ha senso che loro si inventino che una in particolare sarebbe stata punita perché lo avevano chiesto loro.
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