Il Secolo d'Italia insulta Carola Rackete


Considerando che Il Secolo d'Italia vorrebbe essere definito un giornale, forse dovrebbe astenersi dal commentare le dimissioni di Carola Rackete con un "non ci mancherà". Una frase irrisoria e offensiva, che parrebbe ispirata alla frase che il loro Salvini scelse per commentare l'uccisione di un immigrato da parte di un poliziotto di pelle bianca:



In virtù d come Il Secolo d'Italia parrebbe voler sostenere che chi fa missioni umanitarie e salva vite in mare andrebbe ritenuta una reietta, non è da escludersi che il riferimento volesse ingolosire i loro lettori assicurando che la destra cercherà di provocare quanti più morti in mare gli sarà possibile.

Non meno surreale è il loro insultare chi si dimette, quasi come se il loro cercare di restare inchiodati alle poltrone fosse motivo di vanto. Ed infatti loro non si dimettono anche se processati o condannati in via definitiva, il che deve rendere incomprensibili ai loro occhi il fatto che qualcuno possa rinunciare ad un esorbitante stipendio pubblico senza esserne costretto.
Infatti l'elettore di destra pare incapace di comprendere che alcune persone possano avere dignità, sostenendo apertamente che loro non lascerebbero mai una poltrona se in cambio di più soldi:



Ai loro occhi, chi è intelligente dovrebbe fare come il leghista Angelucci, che si fa consegnare lo stipendio a casa nonostante il 99,59% di assenze.
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