Belpietro torna fare terrorismo, inventandosi che i vaccini portino tumori


Il Teso Unico dei doveri del giornalista prevederebbe che il giornalista "diffonde notizie sanitarie e scientifiche solo se verificate con fonti qualificate sia di carattere nazionale che internazionale nonché con enti di ricerca italiani e internazionali provvedendo a evidenziare eventuali notizie rivelatesi non veritiere". Ma nell'Italia populista di Giorgia Meloni, pare non esserci più spazio per etica e moralità. Tutto è propaganda, tutto è orientato ad ingannare quell'elettorato facilmente manipolabile che tanto interessava agli oligarchi russi:



Ovviamente i vaccini non portano i tumori, anzi. Ma dato che Belpietro vuole rincorrere l'elettorato no-vax, gli si mente dicendo quello che loro vorrebbero sentirsi dire.

L'affermazione del titolo non ha alcuna base scientifica, né esiste uno studio clinico o epidemiologico che dimostri un aumento dell’incidenza o della progressione dei tumori associato ai vaccini a mRNA. Sono stati analizzati centinaia di milioni di vaccinati in studi osservazionali su larga scala ed in tutti i casi è emerso che non esiste alcun aumento di rischio oncologico.
L’mRNA dei vaccini non entra nel nucleo, non interagisce con il DNA, non si integra nei geni e viene degradato entro ore. E quindi, non può biologicamente causare l’attivazione di metastasi.

Belpietro ha usato la tecnica del citare “uno studio”. Spessi si citano studi non revisionati, oppure ritirati o frantesi, spacciandola come “prova definitiva”.
Si citano a casaccio parole come “genici”, “metastasi attivate”, “sollecitato” e “aumentato rischio esponenziale”, mettendoli lì per apparire medici anche se non dimostrati o non misurabili. Infatti la vera scienza chiede numeri, percentuali, hazard ratios, coorti e follow-up, non parole vuote ad uso degli interessi politici dei negazionisti scientifici.
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