Condannato per discriminazione lo chef che non voleva dipendenti gay o comunisti

Nei suoi annunci di lavoro chiedeva candidati eterosessuali di destra o di estremissima destra. Il tribunale lo ha condannato per discriminazione.
Il protagonista della spiacevole vicenda è lo chef Paolo Cappuccio, che in un post su Facebook del 2025 dichiarava di voler reclutare cuochi e pasticceri in Trentino che non fossero "comunisti", "persone con problemi di orientamento sessuale", "fancazzisti", alcolisti e drogati.
Dopo le polemiche, lo chef ha rimosso il post e si è difeso sostenendo fosse uno "sfogo" per esperienze negative passate, precisando di volere "gente normale" e disciplina in cucina, senza problemi di "ostentazione" sessuale.
Il giudice ha ravvisato il carattere discriminatorio dell'annuncio, obbligandolo a pagare 6.000 euro alla Cgil del Trentino che lo aveva denunciato.