Florida, DeSantis firma la legge contro Pride e programmi DEI: “Discriminati gli uomini bianchi”


Il governatore repubblicano della Florida, Ron DeSantis, ha firmato una nuova legge che vieta alle amministrazioni locali di destinare denaro pubblico a Pride, iniziative LGBTQ+ e programmi di Diversity, Equity and Inclusion (DEI). La norma, firmata il 22 aprile, impedisce a contee, comuni, contratti e sussidi pubblici di “finanziare, promuovere o intraprendere azioni ufficiali” legate a diversità, equità e inclusione.
Nel corso di una conferenza stampa a Jacksonville, DeSantis ha definito i programmi DEI una “costruzione ideologica” finalizzata a veicolare una specifica agenda politica, a scapito di gruppi “svantaggiati”: tra questi, in primo luogo, gli uomini bianchi, “che ritengo siano stati discriminati”.

La legge, identificata come SB 1134, permette ai singoli cittadini di citare in giudizio le amministrazioni locali in caso di violazioni e classifica le infrazioni come abuso d’ufficio.
Se emergerà che funzionari hanno sostenuto finanziariamente iniziative DEI, potranno essere rimossi dall’incarico.

La SB 1134 rientra in un lungo percorso di offensiva politica contro il pluralismo e la visibilità LGBTQ+. Negli ultimi anni il governatore ha bandito programmi DEI nelle università pubbliche, instrumentalizzato lo “Stop WOKE Act” per limitare la trattazione di razza e genere nelle scuole e firmato la controversa legge “Don’t Say Gay”, che limita la discussione su orientamento sessuale e identità di genere nelle classi dei primi cicli.
Nel frattempo, alcune città della Florida hanno dovuto rimuovere o ridipingere gli attraversamenti pedonali arcobaleno su pressione dell’amministrazione statale, mentre a Orlando si sono registrati arresti davanti al memoriale del Pulse, dove nel 2016 un attentato omofobico costò la vita a 49 persone.
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