Cerno torna ad aizzare gli omofobi, spiegandoci che Jacopo Coghe vuole impedire la libertà educativa dei genitori non omofobi


Quando non cerca di sostenere che i musulmani sarebbero il male assoluto, Tommaso Cerno prova a far leva sull'omofobia dei suoi lettori per attaccare iniziative che rischiano di educare i bambini al rispetto:



Tutto felice perché il Governo meloni vieterà il contrasto al bullismo omofobico e aiuterà i genitori omofobi ad insegnare i loro figli che i gay come Cerno sarebbero malati o pedofili, oggi urla che al suo Francesco Giubilei non sta bene che i genitori possano portare i propri figli a sentire delle favole raccontate da Priscilla. Il motivo? È antifascista e non si compiace per il genocidio palestinese.

Nel suo articolo, Giubei spiega che lui avrebbe stabilito che tolleranza e inclusività non dovrebbero essere insegnati a chi non è maggiorenne:

Si definisce attivista per la Palestina, transfemminista, antifascista, antispecista, vegana ma per la drag queen Priscilla queste qualifiche non erano evidentemente sufficienti, così ha pensato bene di dedicarsi anche all'insegnamento ai bambini parlando di temi che non dovrebbero essere appannaggio di minori sotto i dieci anni.
Nei giorni scorsi la drag queen, invitata dal Collettivo Favolos all'ex Asilo Filangieri di Napoli, ha incontrato bambini e bambine per "raccontare favole inclusive" nell'ambito del progetto "L'ora delle storie".

Nonostante sia evidente l'intento di offendere e denigrare Priscilla, non si capisce quale dovrebbe essere il problema. E non va meglio quando Giubileu riporta virgolettati in cui parrebbe irridere chi invita i bambini "a non sentirsi mai sbagliati".

Ovviamente parte la solita accusa di voler indottrinare i bambini, a cui probabilmente Cerno vorrebbe insegnare che è sbagliato chi non è maschio eterosessuale bianco che si dice cristiano tra una bestemmia e l'altra:

L'iniziativa "L'ora delle storie con Priscilla" a suo giudizio è ben più di una semplice lettura ma uno spazio "sicuro" (dice lei, di indottrinamento per i bambini precisiamo noi) a cui segue un laboratorio creativo. Priscilla ha indossato una lunga gonna bianca su cui i bambini hanno dipinto prima con i pennelli e poi con le mani poiché "stiamo insegnando che ogni persona merita di essere amata e accolta così com'è".

Giubilei ci spiega che a decidere che sia sbagliato insegnare il rispetto ai bambini è stato il solito Jacopo Coghe, portavoce dell'organizzazione omofoba Provita Onlus:

Già nelle settimane passate il progetto aveva suscitato polemiche con il direttore di Pro Vita Jacopo Coghe che aveva parlato di "indottrinamento" dopo un video in cui la drag Queen, di fronte a bambini tra i cinque e i dieci anni, aveva affermato: "Voi lo sapete che cos'è una drag queen? È una persona a cui piace giocare con i tacchi, con le parrucche, con i trucchi, con le paillettes, con i costumi molto esagerati ma secondo voi, soltanto le femminucce possono giocare con i tacchi o con i trucchi?"
Il direttore di Pro Vita era stato accusato da Priscilla di "legittimare odio e violenza" per il semplice fatto di aver detto che non è opportuno che bambini così piccoli partecipino a iniziative dove si affrontano questi temi..

Quindi, un genitore non dovrebbe poter educare i propri figli come vuole perché Jacopo Coghe vorrebbe indottrinarli all'ideologia di estrema destra promossa dalla sua organizzazione?
Commenti