Il Congresso ha obbligato Trump a a ripristinare il servizio di assistenza telefonica per i ragazzi lgbt a rischio suicidio

Il Congresso ha costretto l’amministrazione Trump a ripristinare la linea di assistenza "988" dedicata ai giovani LGBTQ+ a rischio suicidio, che era stata chiusa lo scorso luglio poprio per decisione della Casa Bianca.
La misura rappresenta una risposta alle forti pressioni politiche e delle associazioni, nate in seguito al taglio dei finanziamenti per i canali specializzati che permettevano di mettere in contatto gli utenti con consulenti specificamente formati per affrontare il disagio legato all’omobitransfobia.
La linea “Premi 3”, parte della 988 Suicide & Crisis Lifeline, registrava fino a 2.100 contatti al giorno: tra il 2022 e il 2025 ha gestito oltre 1,3 milioni di chiamate, messaggi e chat. Organizzazioni come The Trevor Project hanno più volte sottolineato l’importanza vitale di questo servizio per la prevenzione del suicidio tra i giovani LGBTQ+, una fascia della popolazione che mostra tassi di rischio significativamente più elevati rispetto alla media. Secondo i dati dell'associazione, nell’ultimo anno il 36% dei giovani LGBTQ+ e il 40% dei giovani transgender e non binari ha considerato seriamente il suicidio, e circa l’11% ha dichiarato di aver tentato di togliersi la vita.
La riattivazione dell’opzione “Premi 3” potrebbe avvenire entro la fine del 2026, come dichiarato da un portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani a The Advocate. La Substance Abuse and Mental Health Services Administration (SAMHSA), su mandato del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., ha affermato di essere già al lavoro con l’amministratore della rete 988, Vibrant Emotional Health, per ripristinare il servizio.
Restano però aperti diversi nodi pratici e politici. Se da un lato il Congresso ha imposto il ripristino, dall’altro l’amministrazione deve muoversi nel rispetto dell’Ordine Esecutivo 14168, firmato dal presidente Trump nel 2025, che impone alle agenzie federali di imporre il riconoscimento di soli due sessi. In una nota inviata ai legislatori, la SAMHSA ha spiegato di essere alla ricerca di un compromesso per conciliare le direttive del Congresso con i vincoli imposti dal decreto presidenziale.
Il deputato democratico Raja Krishnamoorthi ha contestato duramente questa interpretazione: “Gli ordini esecutivi non possono prevalere sulla legge federale. Il Congresso è stato chiaro: il servizio deve essere ripristinato, anche e soprattutto per i giovani transgender”. Anche The Trevor Project ha espresso forte cautela: pur accogliendo positivamente la prospettiva del ritorno dei servizi specializzati, l’organizzazione teme che l’adeguamento all’ordine esecutivo possa finire per escludere proprio le persone più vulnerabili.
Nel giugno 2025, la SAMHSA aveva giustificato la chiusura sostenendo di voler evitare l’“isolamento” delle persone LGBTQ+ in una sottorete dedicata, preferendo estendere l’assistenza a tutto il sistema generale del 988. Tuttavia, la successiva sospensione dell’opzione “Premi 3”, avvenuta il 17 luglio 2025, ha interrotto canali di ascolto considerati fondamentali da attivisti e professionisti della salute mentale.