Il DDL Valditara è diventato legge

Con 78 voti favorevoli e 38 contrari, l'Italia di Giorgia Meloni ha deciso di vietare ogni forma di educazione sessuale e affettiva vietata nelle scuole materne ed elementari, sottoponendola al consenso dei genitori per medie e superiori.
Il disegno di legge, presentato dal ministro leghista Giuseppe Valditara, cambia in modo strutturale le regole con cui le scuole italiane possono affrontare i temi della sessualità, dell'affettività e dell'identità di genere.
Il provvedimento, composto da tre articoli, impone che ogni volta che una scuola media o superiore vorrà organizzare un'attività, curricolare o extracurricolare, che riguardi sessualità, affettività, relazioni o orientamento, debba prima ottenere il consenso scritto dei genitori degli studenti minorenni. La richiesta dovrà essere trasmessa almeno sette giorni prima dello svolgimento e dovrà contenere le finalità educative, i contenuti, i temi, le modalità di svolgimento e l'elenco di eventuali esperti esterni o associazioni coinvolte. Per i bambini più piccoli, la scelta sarà ancora più netta: l'educazione sessuo-affettiva viene vietata nella scuola dell'infanzia e nella primaria. Valditara ha rivendicato questa impostazione, sostenendo che chi frequenta la scuola primaria sarebbe troppo piccolo per affrontare tematiche così complicate e che i temi relativi alla pluralità dei generi verranno affrontati alle medie e alle superiori con il consenso dei genitori.
Dopo il voto, il ministro ha dichiarato che lui starebbe tutelando i bambini dalla confusione della fantomatica "propaganda gender" e che lui starebbe restituendo voce ai genitori sulle tematiche della identità di genere per i figli adolescenti minorenni. Peccato che ciò implichi che la sua scuola non tutelerà tutti quei minori che subiscono omofobia in famiglia.
Ha persino sostenuto si farà l'educazione sessuale in senso biologico, ossia secondo gli slogan promossi alle organizzazioni integraliste di estrema destra.
Di fatto, il suo provvedimento depotenzia la volontà degli istituti scolastici più illuminati e ostacola gravemente l'accesso a informazioni essenziali per la salute e il benessere dei giovani.
L'impatto di questo oscurantismo educativo non è teorico, ma è documentato da dati e studi che mostrano conseguenze devastanti per i ragazzi. Nell'Italia di oggi, il 45% degli studenti gay, trans e intersex ha subito bullismo scolastico, e nel 2023 ben 96 donne sono state uccise, con il 62 percento degli stupri compiuti da partner attuali o ex. Nell'Unione Europea, il 44% dei giovani LGBTQ+ tra 15 e 17 anni riferisce che i loro diritti vengono raramente o mai tutelati a scuola, mentre il 33% delle ragazze trans e il 30% dei ragazzi trans ha seriamente considerato di abbandonare gli studi per le minacce al proprio benessere e alla propria sicurezza. Lo stress e lo stigma derivanti dall'avere un orientamento sessuale o un'identità di genere non-eteronormativa aumentano il rischio di sviluppare disturbi mentali gravi in età precoce, con le persone LGBT esposte a pregiudizi, esclusione familiare, odio e violenza, e con tassi più alti di comportamenti suicidari rispetto ai coetanei eterosessuali.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l'educazione sessuale completa come strumento chiave per prevenire esiti negativi di salute sessuale, violenza di genere e comportamenti a rischio, e uno studio nazionale del Ministero della Salute del 2023-2025 su 49 scuole in sette regioni ha dimostrato che l'intervento di educazione sessuale completa ha migliorato significativamente le conoscenze sulla salute sessuale, con oltre il 90% degli studenti che considera la scuola il contesto ideale per questi insegnamenti. Eppure, l'Italia scivola verso un modello che nega proprio queste opportunità, isolandosi rispetto agli standard europei e internazionali.
La legge era stata promossa e sostenuta dalla solita organizzazione Provita Onlus, che tanto ha fatto per promuovere discriminazioni e per togliere tutele agli adolescenti lgbt. Sui social, hanno rivendicato la paternità di una norma che priva i genitori dal diritto di educare i figli a una sana sessualità, dato che da ora in poi saranno costretti per legge a subire le convinzioni di Coghe e di Ruiu:

Esuta anche Pillon, elencando una serie di fesserie inventate dalla propaganda populista:

Pillon fu il leghista che aiutò Provita Onlus a garantire impunità a chi commette reati dettati dall'odio omofobico. Il fatto che definisca "vittoria" ogni atto possa esporre migliaia di adolescenti a stigma e violenze ben definisce la pericolosità dell'ideologia populista.