Il pastore che usa l'omofobia per cinica propaganda


Il pastore evangelico Luigi Carollo persevera nell'offrire una narrazione distorta della realtà, nell'evidente tentativo di orientare l'opinione pubblica verso la propria ideologia omofoba. In un recente post, propone un elenco di scenari presentati come il programma politico della sinistra italiana. Peccato utilizzi la classica strategia retorica di estremizzare (se non inventare) le posizioni altrui per poterle contestare più facilmente.



Le affermazioni contenute nel post appaiono prive di fondamento e basate sulla deliberata attribuzione di false rivendicazioni alle comunità e ai movimenti per i diritti civili. Oltre a riproporre i consueti argomenti contro le persone omosessuali e i migranti, emerge chiaramente il tentativo di creare una contrapposizione artificiale tra il sentimento religioso e il riconoscimento dei diritti civili.

La retorica utilizzata si fonda sulla paura e sulla polarizzazione. Paventare cariche istituzionali definite esclusivamente dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere distorce completamente le richieste del mondo progressista, che rivendica semplicemente la parità di accesso e l'assenza di discriminazioni in base al merito. Allo stesso modo, collegare il tema del calo demografico a una presunta pianificazione dell'immigrazione su base religiosa serve solo a alimentare la xenofobia, ignorando la complessità delle dinamiche demografiche ed economiche globali.
Risulta altrettanto forzata la contrapposizione tra le manifestazioni del Pride e le tradizionali processioni religiose. All'interno di uno Stato laico, la libertà di culto e la libertà di manifestazione e di espressione coesistono pacificamente, e la tutela dei diritti di una minoranza non sottrae alcuno spazio alle libertà della maggioranza. Infine, il riferimento alla presenza di drag queen nelle scuole ricalca polemiche d'importazione estranee alla realtà italiana, con il solo scopo di ostacolare i necessari percorsi educativi improntati al rispetto delle diversità e al contrasto del bullismo.

Pare evidente che il voler costruire un nemico immaginario per giustificare posizioni di chiusura culturale non rappresenta una testimonianza di fede, ma una precisa e cinica propaganda.
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