La signora Totalo si sente "antropologicamente differente"

La signora Francesca Totolo dichiara di sentirsi "antropologicamente differente" da chi non appartiene alla sua area politica di estrema destra. Per sostenere questa tesi, ha selezionato alcuni commenti apparsi sotto un post del Corriere della Sera, generalizzandolo e attribuendo arbitrariamente tali opinioni alla "sinistra", etichettata collettivamente come composta da "odiatori".

La strategia retorica appare evidente: l'autrice estrapola interventi critici o sarcastici — dei quali non è possibile verificare l'orientamento politico — per trasformarli in una prova di una presunta inferiorità morale dell'avversario. Il tutto avviene in un contesto di polarizzazione, dove la Totolo contrappone questa presunta natura "odiatrice" alla propria posizione, ignorando che proprio l'uso di termini come "antropologicamente differenti" e la categorizzazione sommaria servono a fomentare, a loro volta, ostilità e divisione.
In sostanza, l'operazione della signora Totolo appare come un pretesto per alimentare un clima di scontro, utilizzando commenti anonimi come strumento per definire una superiorità antropologica che appare, nei fatti, come un puro esercizio di propaganda.
E poi fa sempre ridere che a lanciare accuse di "odio" si chi invoca deportazioni etniche, omofobia e razzismo.