La storia di Bernt Herlitz: cosa c'è di vero e cosa di falso nel racconto di Pillon


L'ex senatore leghista Simone Pillon ha diffuso la presunta storia dell'igienista dentale svedese Bernt Herlitz che, secondo il suo racconto, avrebbe scoperto che l'80% dei minori immigrati non accompagnati non erano affatto minorenni, per poi essere licenziato, multato e ridotto alla disoccupazione per aver "svelato le menzogne dell'immigrazione forzata".



Sembra la trama di un film politico, ma la realtà è più complessa e contiene numerose distorsioni.

L'igienista che non aveva un "incarico speciale"
Secondo Pillon, Herlitz avrebbe ricevuto "dal governo svedese l'incarico di prendersi cura dell'igiene dentale dei bambini immigrati, accolti nel programma di asilo per minorenni". In realtà, Herlitz era semplicemente un igienista dentale dipendente da Folktandvården, il servizio dentale pubblico dell'isola di Gotland. Non esisteva alcun incarico governativo speciale dedicato esclusivamente ai minorenni migranti: svolgeva il suo lavoro quotidiano di igienista, come faceva con tutti i pazienti.

La "multa" che non era una multa
Pillon scrive che Herlitz è stato "condannato a 40.000 dollari di multa". Qui la distorsione è significativa. Non si trattò affatto di una multa penale, ma di costi legali che Herlitz dovette pagare al suo ex datore di lavoro dopo aver perso la causa di lavoro davanti alla Corte del Lavoro svedese. La somma era di circa 500.000 corone svedesi, equivalenti a 48.000-54.000 dollari a seconda del cambio. Una differenza sostanziale: non è lo Stato che lo punisce con una multa, ma è il datore di lavoro che ottiene il rimborso delle spese processuali dopo aver vinto la causa.

Il tribunale non ha "rigettato" tutto in modo univoco
La narrazione di Pillon presenta un tribunale che rigetta immediatamente l'impugnazione di Herlitz. La cronologia reale è molto più sfumata. Nel 2017, il tribunale distrettuale di Gotland diede parzialmente ragione a Herlitz, stabilendo che il licenziamento non era "assolutamente necessario" e concedendogli circa 3.500 euro di compensazione. Fu solo nel 2018 che la Corte del Lavoro, su appello presentato dal datore di lavoro, ribaltò il verdetto, dando ragione all'employer. Pillon presenta come un rigetto immediato e totale un processo giudiziario che invece vide prima una vittoria parziale di Herlitz.

La casa che non è stata persa
"Ha rischiato di perdere la casa, salvata solo dalla sottoscrizione lanciata da alcuni amici", scrive Pillon. Herlitz ha effettivamente dichiarato che avrebbe potuto dover vendere la casa per far fronte alle spese legali. Tuttavia, non ha mai perso la casa. Le donazioni private raccolte attraverso una sottoscrizione hanno coperto l'intera somma dei costi legali, permettendogli di mantenere la proprietà. Non ci sono evidenze che abbia rischiato concretamente lo sfratto o che sia stato vicino alla perdita della casa nel modo drammatizzato dal senatore.

L'80% come "prova scientifica" inesistente
L'affermazione che "l'80% di loro aveva i denti del giudizio completamente sviluppati (e che dunque non erano affatto minorenni)" è presentata come un dato di fatto incontrovertibile. In realtà, quell'80% è l'opinione personale di Herlitz, non un dato scientificamente validato da studi indipendenti. Inoltre, la valutazione dell'età basata sullo sviluppo dei denti del giudizio è ampiamente contestata dalla comunità medica internazionale come metodo non affidabile per determinare l'età esatta. Non si può stabilire con certezza se qualcuno è maggiorenne o minorenne solo guardando i denti del giudizio: la variabilità individuale è troppo elevata.

Il vero motivo del licenziamento
Pillon conclude rivolgendosi all'Occidente: "La sua unica colpa? Avere svelato le menzogne dell'immigrazione forzata". Questa è forse la distorsione più grave. Il licenziamento di Herlitz non è avvenuto perché avesse "svelato menzogne", ma perché aveva violato la riservatezza dei pazienti. Herlitz aveva reso pubbliche informazioni sui suoi pazienti minorenni migranti, cosa che secondo le regolamentazioni del National Board of Health and Welfare svedese costituisce una violazione della privacy medica, illegale indipendentemente dalle motivazioni. La Corte del Lavoro ha confermato che la violazione della confidentialità del paziente era il motivo legittimo del licenziamento.

Disoccupato oggi?
Pillon afferma categoricamente che Herlitz "ora è disoccupato e non può mantenere la sua famiglia". Un messaggio del 2026 sostiene che "Bernt è ancora disoccupato oggi, nonostante la carenza di personale odontoiatrico nella sua zona a Gotland". Tuttavia, non esistono conferme indipendenti sulla sua attuale situazione familiare o economica. La narrazione presenta come certezza assoluta una situazione che potrebbe essere più complessa.

La storia di Herlitz contiene elementi reali: l'igienista esiste, è stato effettivamente licenziato, ha perso la causa di lavoro, ha ricevuto donazioni. Ma queste verità parziali vengono incastonate in una narrazione che distorce i fatti per creare un simbolo politico: l'uomo Coraggioso punito per aver "detto la verità" sull'immigrazione.
Raccontare questa storia come Pillon fa significa trasformare un caso giudiziario complesso in una narrazione manichea dove non esistono zone grigie, non esistono responsabilità legali reali, non esistono metodi diagnosticici contestati. Significa usare un caso reale per alimentare una polemica politica su un tema già di per sé estremamente divisivo, come l'immigrazione.

Ovviamente Pillon non pare preoccuparsi per chi deve spendere migliaia di euro per difendersi dalle accuse dei leghisti, che spesso perdono le cause intentate contro i cittadini ma riescono comunque a procurare danni economici ha osato criticarli perché in ambito penale le spese giudiziarie sono a carico anche di chi viene ritenuto completamente innocente.
Quindi, mentre il suo partito fa spendere migliaia di euro ad innocenti che vengono denunciati per le loro opinioni, Pillon si occupa solo di chi ha violato la legge e ha ottenuto i soldi dei populisti per alimentare una retorica razzista.
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