Pillon e Suetta marciano contro la libertà di scelta delle donne


Pillon dimostra ancora una volta la sua avversione per le libertà individuali, scagliandosi contro chiunque rivendichi il diritto all'autodeterminazione. Il suo modello ideale sembra essere uno stato coercitivo: obbligo di conformarsi alla sua morale affettiva, accanimento terapeutico sui malati terminali contro la loro volontà e un cinico plauso per le vittime civili a Gaza pur di difendere l'operato di Netanyahu.
Ma il suo bersaglio preferito resta la libertà di scelta delle donne. Anche quest'anno ha sfilato alla manifestazione di Jacopo Coghe, dove frange di integralisti pretendono di imporre la maternità coatta.



Per l'occasione, non è mancata l'appropriazione indebita del brano di Sal Da Vinci, usato come inno nonostante l'autore abbia preso nettamente le distanze dal movimento. L'ennesima dimostrazione di una prepotenza che pretende di mettere in bocca ad altri parole mai pronunciate.
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