Vannacci e la sindrome di Annibale

Roberto Vannacci si sente Annibale. In un recente post su X, il generale evoca la traversata delle Alpi con gli elefanti per giustificare e dare un'aura di "epica impresa" a quello che, nei fatti, si traduce nel programma della cosiddetta "remigrazione": deportazioni di massa su base etnica, in totale sprezzo delle leggi, dei principi costituzionali e del diritto internazionale.

C'è però un dettaglio storico esilarante che al generale deve essere sfuggito nel compilare il suo parallelo mitologico: Annibale Barca era cartaginese, cioè a tutti gli effetti un generale africano (nato nell'odierna Tunisia). Ed è straordinariamente ironico che un politico che ha costruito la sua intera narrazione sul nazionalismo e sulla difesa dei "tratti somatici italiani" scelga come modello supremo proprio un leader nordafricano per promuovere tesi discriminatorie e xenofobe. Se Annibale si presentasse oggi alle nostre frontiere, con o senza elefanti, la retorica populista dello stesso Vannacci lo etichetterebbe come un "invasore" da rispedire indietro.
Ma passiamo dal mito alla dura realtà economica. Chi dovrebbe pagare il costo immane di oltre 330mila deportazioni? Pagherà Annibale o Vannacci pensa che il conto debba essere saldato dagli italiani, magari da quegli stessi cittadini che verrebbero ridotti alla fame dal collasso di interi settori produttivi dopo la sua cacciata dei braccianti? Perché svuotare i campi e le fabbriche dagli immigrati significa condannare l'agricoltura e l'economia al collasso, lasciando la frutta a marcire sugli alberi e i consumatori con i portafogli vuoti.
Inoltre, un'ingiustizia resta un'ingiustizia, non importa quanto la si vesta di retorica militaresca. Se bastasse citare un condottiero del passato per legittimare la violenza e la violazione dei diritti umani, allora seguendo questa folle logica anche uno stupratore potrebbe dire che Annibale sarebbe d'accordo con lui nel ritenere che il consenso non serva, o che in nome di una presunta "forza superiore" si possa sdoganare qualsiasi sopraffazione.
Infine, Vannacci ha intenzione di dire qualcosa di concreto su disoccupazione, pensioni, sanità pubblica, debito pubblico e criminalità organizzata? O il suo intero programma politico per l'Italia si esaurisce nel vivere di rendita parlando unicamente, e ossessivamente, di remigrazione ed elefanti sulle Alpi?