Giornalismo o pancia social? La confusione di Bonifacio Castellane


Perché mai una redazione giornalistica dovrebbe essere considerata più attendibile di un tweet di Fragolina75? È quanto si chiede il populista Bonifacio Castellane, firma del quotidiano di Maurizio Belpietro:



Con la grazia di un illuminato dell'ultima ora, scrive: "In base a quale principio esattamente le cose dette sui social dovrebbero essere false e quelle dette sui media novecenteschi vere?".

Gli si potrebbe pazientemente provare a spiegare che la risposta non sta nel "principio", ma nel metodo. Mentre la mitologica Fragolina75 può permettersi di vomitare la sua "verità" in 280 caratteri basandosi solo sul proprio intuito (o sulla propria pancia), una testata giornalistica (quella che lui chiami con sprezzo "media novecentesco") si trascina dietro un fardello fastidioso: la verifica delle fonti.
Esistono figure chiamate editor, fact-checker e direttori che hanno la responsabilità legale e deontologica di ciò che viene pubblicato. Se un quotidiano scrive una falsità, ne risponde. Se Fragolina75 scrive una calunnia, nel migliore dei casi becca qualche like, nel peggiore sparisce sotto un nuovo trend. Preferire l’irresponsabilità del social alla responsabilità di un giornale è una scelta di stile, non di intelligenza.

Ma la domanda sorge spontanea: se il signor Bonifacio nutre un simile e profondo scetticismo verso i "media novecenteschi" e i loro apparati di verifica, dovremmo presumere possa esistere un nesso pe quello che lui ha visto dentro la redazione per cui lavora?
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