Il Senegal modifica la Costituzione per riservare il matrimonio ai soli eterosessuali


Con 129 favorevoli e zero contrari, l’Assemblea Nazionale del Senegal ha approvato una modifica costituzionale che restringe la definizione di matrimonio, limitandola esclusivamente all'unione tra un uomo e una donna.
Un voto che non lascia spazio a interpretazioni e che conferma il ruolo del Senegal come vero e proprio "laboratorio" di omobitransfobia di Stato, consolidando una deriva repressiva che sta contagiando diverse nazioni del continente.
Sebbene il matrimonio egualitario non sia mai stato legale in Senegal, la precedente formulazione costituzionale (che definiva il matrimonio come "fondamento naturale e morale della società") lasciava un margine di ambiguità che oggi è stato del tutto cancellato.

La mossa parlamentare arriva a poco più di un anno dall'approvazione della legge del marzo 2025, che ha già inasprito drasticamente il Codice penale. Oggi, il Senegal applica pene detentive dai 5 ai 10 anni per atti definiti "contro natura", estendendo la persecuzione anche alla semplice "propaganda" o promozione dell'omosessualità.
Il clima di terrore è alimentato da pratiche investigative invasive: messaggi privati, videochiamate e conversazioni intime sono sufficienti per far scattare l'arresto. Le parole della deputata Diaraye Ba, durante il dibattito, tracciano un futuro inquietante: "Gli omosessuali non respireranno più in questo Paese".

Dietro questa stretta non c'è solo un'ideologia conservatrice, ma una precisa strategia politica. Secondo diverse fonti locali, il partito al governo (PASSEF) starebbe utilizzando la retorica anti-LGBTQIA+ come strumento di consenso, cercando di ricompattare le fila della maggioranza in un momento di fragilità interna, segnata anche dalla destituzione dell'ex Primo Ministro Ousmane
Il caso senegalese non è un evento isolato. Il Senegal sta facendo scuola, ispirando legislazioni analoghe in Niger, Burkina Faso e Ghana, seguendo la scia della ferocissima deriva autoritaria già intrapresa dall'Uganda nel 2023.
Gli arresti si moltiplicano: condanne a anni di carcere, padri che denunciano i figli, raid contro presunte "reti di omosessuali" e un clima di linciaggio sociale sempre più diffuso.
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