Il delirante programma politico di Vannacci

Il programma politico di Vannacci appare a dir poco surreale, ponendosi come un'accozzaglia di slogan di stampo razzista pensati per un elettorato che disprezza i nostri valori costituzionali.
L'ex generale vorrebbe imporre un livello C1 di italiano per ottenere la cittadinanza. Una proposta che, se applicata anche a chi in Italia ci è nato, renderebbe apolide gran parte dei suoi elettori.
La seconda è ancora più assurda: Vannacci ordina che gli immigrati dimostrino la propria “assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana”.
Sarà bello capire chi dovrebbe materialmente stabilire quando un essere umano può dirsi assimilato contemporaneamente ad Atene, all’Impero Romano e al cristianesimo. E chissà se nelle prefetture, al posto di pensare alle cose serie, si proporranno esami di storia a braccianti e senzatetto, con tanto di domande su Pericle e Giulio Cesare. E non sarà più facile stabilire come dovranno dimostrare di conoscere il cristianesimo, dato che i populisti sono i primi a dimostrare di non aver capito nulla dei Vangeli.
Saranno ritenuti italiani gli italiani che non vanno a messa? E gli italiani buddhisti?
Per essere ritenuto "assimilato" sarà obbligatorio andare a messa? Oppure basterà indirizzare al dio cristiano le proprie bestemmie, come probabilmente fanno molti elettori di Vannacci?
Mangiare la carbonara varrà come assimilazione romana? Una vacanza a Mykonos coprirà la quota greca? Il battesimo aggiungerà punti?
E chi ci dice che Vannacci o i suoi sostenitori sarebbero in grado di superare l'esame che lui vorrebbe imporre agli altri?