Vannacci attacca la scienza e la natura

Vannacci pare un chiaro simbolo della decadenza occidentale. In quel suo tentativo di campare di omofobia e di razzismo, oggi urla che bisognerebbe impedire che agli ostretici possa essere insegnato come comportardi quando a partorire è una persona trans.

La levata di scudi di Roberto Vannacci e dei parlamentari di Futuro Nazionale contro il congresso dell'Aio a Riccione mette in luce una deriva pericolosa: la tendenza della politica a imbrigliare la realtà e la scienza dentro steccati ideologici.
Come ricordato dal presidente dell'Arcigay di Rimini, Marco Tonti, la biologia è una scienza complessa che prescinde dai dogmi politici: una persona trans, sospendendo la terapia con testosterone, può tornare fertile, rimanere incinta e partorire. Di fronte a questo dato biologico e sociale, la scelta di negare la formazione ai sanitari non è solo anacronistica, ma si traduce in un deliberato attacco alla salute pubblica.
Come sottolineato dall'Associazione Italiana Ostetricia, l'esigenza di preparare i professionisti nasce da un "vuoto normativo" e da reali bisogni clinici in sala parto, dove la priorità assoluta è la tutela della salute del genitore e del feto. Volere che gli ostetrici restino impreparati pur di difendere una visione nostalgica e in bianco e nero della famiglia significa anteporre la propaganda politica al benessere delle persone.
Negare la formazione medica significa voltare le spalle alla realtà dei fatti. Una politica che tenta di censurare la scienza e la medicina pur di inseguire il consenso ideologico non difende i valori tradizionali: mette concretamente a rischio la vita e la sicurezza dei cittadini.