Il Polari e i linguaggi segreti: la lingua sottoterra della comunità queer


Prima della depenalizzazione e dell'affermazione dei diritti civili, la necessità di comunicare in sicurezza senza essere scoperti dalla polizia o dalla società civile ha portato alla nascita di veri e propri gerghi e linguaggi segreti. Il caso più celebre ed esteso è rappresentato dal Polari, una forma di slang parlata dalla comunità gay, dagli attori di teatro, dai marinai e dal mondo del circo nel Regno Unito, in particolare durante la prima metà del Novecento e fino alla fine degli anni Sessanta.

La struttura del Polari era una combinazione affascinante di origini diverse: parole derivate dal latino, dall'italiano dei girovaghi, dal romani, dal gergo marinaresco e dallo Yiddish, integrate con un sistema di inversione delle parole e doppi sensi. Termini come bona (bello/buono), naff (sgradevole/eterosessuale), trade (partner occasionale) o polari stesso (derivato dall'italiano "parlare") permettevano alle persone queer di identificarsi al bancone di un pub o nei luoghi pubblici, valutando l'orientamento dell'interlocutore senza correre il rischio di essere arrestati ai sensi delle leggi britanniche sull'adulterio e l'incitamento all'immoralità.

Un fenomeno analogo si è verificato in diversi altri contesti culturali. Nel bacino del Mediterraneo e in Medio Oriente si è sviluppato il Lubunca, un gergo utilizzato dalle donne trans e dalle comunità farragose di Istanbul a partire dall'epoca ottomana per sfuggire alla repressione delle forze dell'ordine, attingendo dal curdo, dall'armeno e dal greco. In Sudafrica, durante gli anni dell'Apartheid, la comunità gay ha creato il Gayle, un codice linguistico basato sull'inglese e sull'afrikaans nato sia per tutelarsi dalla polizia sia per superare le divisioni razziali imposte dal regime.

L'uso dei linguaggi segreti ha iniziato a declinare con l'avvento dei movimenti di liberazione e con la graduale depenalizzazione dell'omosessualità, che ha reso meno vitale il ricorso alla clandestinità verbale. Oggi il Polari e i suoi equivalenti internazionali vengono studiati dai sociolinguisti come testimonianza della capacità di resistenza culturale e creativa delle comunità marginalizzate.
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