Il programma di Vannacci pare più repressivo della sharia


Il nuovo manifesto programmatico di Roberto Vannacci svela un progetto politico che affonda le mani in una visione del mondo autoritaria, repressiva e profondamente discriminatoria. Non siamo di fronte a una semplice proposta conservatrice, ma a un vero e proprio attacco ai diritti civili e alla libertà di autodeterminazione, che finisce per ricalcare – con inquietanti assonanze – i dogmi dei regimi teocratici e i principi più rigidi della sharia applicata al controllo dei corpi e della società.

La propaganda anti-LGBTQ+, la censura televisiva e l'educazione minorile
L’odio ideologico e la fobia per la diversità trovano cittadinanza ufficiale nelle proposte di istituire una rigida fascia protetta (dalle 6 del mattino alle 23) per vietare in TV programmi, scene e spot con contenuti definiti "genderisti o omosessualisti", pena sanzioni che arrivano fino alla sospensione della licenza. A questo si aggiunge la richiesta di respingere le direttive europee "woke e LGBT" e di rendere un "reato universale" il cambio di sesso per i minorenni, vietando interventi chirurgici, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà anche con il consenso dei genitori. Il programma cancella inoltre le unioni civili imponendo il matrimonio eterosessuale come unico istituto di coppia e limitando le adozioni ordinarie ai soli genitori con padre e madre.

Il controllo sui corpi delle donne e la disuguaglianza di classe
Il cuore più buio del programma emerge sul fronte dei diritti riproduttivi: definire l'aborto un "non diritto", voler introdurre associazioni pro-vita nei consultori con l'obbligo di informazione sul battito fetale, e vietare la somministrazione della pillola abortiva Ru-486 in regime ambulatoriale o domiciliare significa trasformare lo Stato in un tutore inquisitorio. Il pacchetto prevede inoltre l'istituzione di un "Ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell'Identità" e di una "Giornata nazionale della vita nascente".
Qui si consuma la grande ipocrisia classista: rendere l'accesso all'interruzione di gravidanza medicalmente sicuro un percorso a ostacoli o un lusso inaccessibile significa colpire unicamente le donne meno abbienti. Chi disporrà di risorse economiche potrà sempre aggirare il divieto recandosi in cliniche private o all'estero, mentre le donne in difficoltà economica saranno costrette a subire l'abbandono o a rischiare la salute in percorsi clandestini. È lo stesso identico meccanismo repressivo che caratterizza i sistemi teocratici fondamentalisti: leggi draconiane sulla morale pubblica che colpiscono i più deboli, mentre i ricchi comprano l'impunità.

Tra "Ministero della Vita", militarizzazione e sorveglianza
Dall'ossessione per la natalità (con la richiesta di una deroga al Patto di Stabilità per finanziare la crisi demografica a discapito del Green Deal) alla proposta di introdurre moduli di educazione militare e di difesa nelle scuole superiori per selezionare i giovani con "i caratteri adeguati", il quadro che emerge è quello di una società militarizzata e intollerante. A completare il quadro vi è l'impiego dei soldati insieme alle forze di polizia nelle città contro il degrado e la criminalità, fondando la gestione della vita pubblica sulla sorveglianza e sul controllo poliziesco.
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