Altro che Sassonia! Il flop di Vannacci a Reggio Calabria

Secondo Vannacci, le elezioni suppletive alla Camera nel collegio di Reggio Calabria sarebbero dovute essere "la sua Sassonia", sperando di replicare il clamoroso successo dell'estrema destra tedesca.
È andata diversamente. Il seggio parlamentare è stato conquistato da Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e figura vicina alla famiglia Berlusconi, con un'affluenza alle urne al 22% degli aventi diritto. Il partito di Roberto Vannacci si è fermato a una percentuale attorno al 10 per cento. Molto per chi promette solo deportazioni e discriminazioni, ma troppo poco per contare qualcosa.
Ovviamente Roberto Sasso cerca già di incolpare i calabresi per il risultato, sostenendo che lui conquisterà l'Italia:

Il post si apre celebrando il risultato elettorale a Reggio Calabria e definendo il movimento legato al Generale Vannacci come una forza in "fase propulsiva". Fin dalle prime righe, il lessico adotta la metafora della conquista militare e del movimento inarrestabile: espressioni come "noi diciamo che stiamo arrivando" e la chiusura martellante "Oggi l'11%, domani l'Italia" richiamano la classica narrazione della marcia e dell'espansione territoriale, tipica della propaganda di regime.
Ancora più marcata è la polarizzazione dell'avversario politico. Sasso individua una lista di nemici eterogenei — "Comunisti, grillini e moderati della finta destra" — etichettandoli collettivamente come "traditori della Nazione". L'accusa di tradimento nazionale nei confronti di chiunque si collochi all'opposizione o su posizioni critiche non è un semplice eccesso polemico, ma un topos della cultura fascista: la dissidenza politica non viene concepita come normale dialettica democratica, bensì come lesione dell'interesse nazionale e tradimento della patria.
Il punto di maggiore criticità e di più evidente stampo autoritario risiede nel verso finale del post: "O con noi o contro di noi."
Questa formula rappresenta la negazione ontologica del pluralismo democratico. Il principio fondante dello Stato democratico e liberale prevede la legittimità della pluralità delle idee e del dissenso. Al contrario, l'aut-aut totalitario impone una scelta binaria e fideistica, riducendo lo spazio politico a una contraffazione manichea tra amici e nemici (secondo la nota teorizzazione della sovranità e dello stato d'eccezione). La richiesta di adesione incondizionata cancella la sfumatura, il confronto e il valore istituzionale delle opposizioni.