Gattano smonta i falsi miti del gender

Daniele Gattano è tornato ufficialmente sul piccolo schermo, riconquistando l'abito scuro da Iena per la trentesima edizione del programma in onda su Italia 1. Promosso tra i co-conduttori al fianco di Vincenzo Comunale, Carmine del Grosso, Nathan Kiboba e Veronica Gentili, il comico piemontese ha inaugurato la sua nuova rubrica, Pregiudizio Universale, dedicando l'intero spazio all'educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
Al centro dell'intervento c'è la recente mobilitazione che ha superato le cinquecento mila firme per il referendum abrogativo. Gattano non ha risparmiato stoccate ironiche sulla lentezza e sui vuoti normativi dell'Italia, inserendola scherzosamente tra i pochi Paesi europei in cui la materia non è obbligatoria: "Ci siamo noi, la Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania, Mordor, Gotham City e il Sottosopra".
Con la sua consueta cifra satirica, il comico ha puntato il dito contro le resistenze della politica, prendendo di mira il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara e le sue preoccupazioni sulla presunta "teoria del gender": "Il ministro dell'istruzione è contrario, ha detto 'tuteliamo i bambini dalla confusione delle teorie gender'. Tradotto in italiano semplice, 'difendiamoli dalla temibile lobby gay'... La teoria del gender non è neanche un termine che ci siamo inventati noi gay. Il gender è un termine che si sono inventati in Vaticano".
Non è mancata una battuta al vetriolo su Roberto Vannacci: "Pure Vannacci è contrario, però Vannacci ha ragione, dice 'se da piccoli gli insegniamo l'educazione e il rispetto, poi quando sono grandi, ma chi ci vota?'".
Entrando nel merito di cosa significhi educazione sessuo-affettiva, Gattano ha smontato i falsi miti e le paure dei genitori: "Di certo non è che entri in classe e spieghi a un bambino di otto anni come si cambiano le pile a un vibratore, in primis perché adesso li fanno con le usb. Perché il vero tema è gestire le emozioni... I bambini mica si traumatizzano, sono svegli, capiscono in fretta. Per spiegargli cos’è il rispetto basta dirgli 'hai presente come si comporta il papà con la mamma?' Ecco, il contrario".
L'intervento si è chiuso con un'amara ironia sui tempi burocratici del Paese e sul ruolo del web: "Adesso c’è solo il controllo in cassazione, il vaglio della Corte costituzionale, il decreto di Mattarella, verso giugno massimo si andrà a votare. Tra nove mesi, non abbiamo fretta, figuriamoci. Nel mentre i ragazzi continueranno ad essere seguiti ogni giorno dal loro sessuologo di base: Pornhub".