Il vademecum anti-LGBT di Vannacci è firmato da un generale vicino a Dugin


Un nuovo documento riservato agli iscritti del partito "Futuro Nazionale", fondato da Roberto Vannacci, suscita indignazione dopo le rivelazioni di Repubblica. Si tratta di un file testuale intitolato “Note di linguaggio” e circolato nelle chat milanesi del movimento, concepito come un vero e proprio prontuario per aiutare militanti e quadri a replicare alle domande dei giornalisti su temi divisivi, con un focus particolare sulle persone LGBTI+.
Nel file Word sarebbe rimasto impresso il nome dell’autore: Francesco Cosimato, generale di brigata in congedo ed ex paracadutista con incarichi allo Stato maggiore dell'Esercito e alla Nato. Cosimato è un esponente lombardo di Futuro Nazionale, presidente del Centro Studi Sinergie e descritto come vicino al politologo russo Aleksandr Dugin, noto ideologo della politica di Vladimir Putin. Questa figura si inserisce in una struttura organizzativa del partito che vede diversi ex membri delle forze armate nei ruoli chiave.
Le linee guida del vademecum sui temi LGBTI+
Il documento contiene tredici domande con relative risposte precompilate, tre delle quali dedicate interamente al mondo LGBTI+. Il manuale sostiene che “l’omosessualità è una condizione personale, non un diritto e, soprattutto, non deve essere un modello culturale da imporre alle persone normali”. Il testo prosegue con affermazioni nette, arrivando a sostenere che “le persone normali non sono più titolari di diritti, solo di doveri, per questo non vi votano più”.
Alle contestazioni sul presunto accanimento contro gli omosessuali, il vademecum suggerisce di negare di avercela “con nessuno”, puntando però il dito contro “gli ideologi che condizionano ed inducono le persone a rivoltarsi con il proprio dna, la loro natura”. Sul tema dell'identità di genere, il testo descrive chi cerca di “appartenere ad un sesso che la natura non gli ha dato” come una persona in lotta con se stessa, condannata a “farmaci per tutta la vita anche se è sana” e, secondo il documento, “utile al potere” perché distratta mentre il popolo affronta le difficoltà.
Il manuale interviene anche sul divieto di contenuti legati al "gender" e all'omosessualità nelle fasce protette della televisione, argomentando che le persone gay sarebbero “sovrarappresentate” nel dibattito pubblico italiano a discapito di chi possiede una “cultura tradizionale”, presumibilmente discriminata dal “pensiero unico post-comunista” (sebbene non vengano forniti dati a supporto di tale tesi). Tali concetti ricalcano i toni già espressi da Roberto Vannacci nel suo libro, dove il generale ammonivava: “Cari omosessuali, siete anormali fatevene una ragione”.

Il metodo esteso agli altri temi sensibili
Il manuale adotta lo stesso schema retorico anche per altri argomenti identitari. Sul fronte dell'antifascismo, la risposta preconfezionata suggerisce di liquidare la questione citando il “Leader” e definendo “il fascismo un fenomeno storico ormai sepolto”. Sulla Russia, i militanti vengono istruiti a dichiarare di non apprezzare “la propaganda putiniana”, per poi concentrarsi subito dopo sullo smontaggio di quella occidentale. Per quanto riguarda il femminicidio, il reato viene etichettato come uno dei “reati ideologici” superflui, in linea con la proposta del partito di abrogare l’articolo 577-bis del codice penale.
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