Susanna Ceccardi e la retorica dell'assedio

A togliere il sonno a Susanna Ceccardi non è il prezzo della benzina, la progressiva erosione dei diritti civili o la mancata crescita del Paese. Il suo problema è chi non condivide il suo ferice astio verso i mussulmani.
Insieme alla altre due dame leghiste, oggi celebra l'odio religioso promosso da Oriana Fallaci:

Il punto focale del messaggio è la solita retorica dell'assedio. L'impiego di termini bellici come "nemico", "tomba" e "asservimento" sposta deliberatamente il confronto politico su un piano di contraffazione allarmistica, estranea alla complessità dei processi sociali europei.
L'uso strumentale della figura di Oriana Fallaci: Ridurre il complesso percorso intellettuale della scrittrice a un mero slogan anti-immigrazione e di scontro di civiltà sminuisce il valore del dibattito culturale in favore di una narrazione rigidamente faziosa.
Inoltre, il fatto che tre eurodeputate scelgano di farsi ritrarre con manifesti celebrativi di una visione così marcatamente divisiva evidenzia una preoccupante svalutazione del ruolo istituzionale, chiamato istituzionalmente a rappresentare l'intera cittadinanza e non a soffiare sul fuoco delle tensioni identitarie.
E poi, chi l'ha detto che una Eurabia non sarebbe preferibile ad un'Italia populista che chiede tasse ai cittadini per strapagare tre signore che passano il loro tempo a confezionare scatti social? Chi avrebbe stabilito che la Ceccardi dovrebbe stabilire cone sia giusto vivere?