Tommaso Cerno e la macchina del fango contro Vannacci


Per quanta disistima si possa nutrire nei confronti di Vannacci, la macchina del fango orchestrata da Tommaso Cerno rischia di scadere nel ridicolo:



Cerno annuncia che Luca Carleo è finito in manette con l'accusa di frodi sul mercato finanziario da 30 milioni di euro. Ma se Vannacci recluta pregiudicati alla luce del sole e se lo stesso Cerno ci ha spiegato per anni che i reati dei politici di destra erano un peccato veniale, non si capisce perché diventi addirittura "bomba" se riguarda l'antagonista del partito del suo editore (che di milioni ne ha rubati 49 prima nel disinteresse di chi li ha votati).

Il reale problema è che gli attacchi di Cerno stanno portando voti a Vannacci, il quale sa trasformare in vanto tutto ciò che disgusterebbe altre persone. E lo può fare perché Cerno, Berlusconi, Meloni e Salvini hanno investito anni a delegittimare la giustizia e a farci credere che chi non ruba milioni non è nessuno.
Pare grave anche il fatto che la la destra ritenga che Vannacci non possa essere sfidato sulle idee, evidenziando l'orrore delle sue proposte. Ma forse, Meloni e Salvini sono in difficoltà di dover rigettare ciò che hanno cercato di promettere per campare di populismo.
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