Elon Musk avrebbe tolto l’assicurazione sanitaria alla figlia Vivian perché trans
L'omofobia promossaa suon fi milioni da Elon Musk appare cone una vera e propria vendetta contro la figlia.
Negli Stati Uniti, dove il sistema sanitario è prevalentemente privato e dai costi vertiginosi, possedere un'assicurazione sanitaria è una necessità vitale. Questa realtà è ancora più stringente per le persone transgender, le cui terapie e percorsi di affermazione di genere comportano spese economiche proibitive senza una copertura medica adeguata. Eppure Elon Musk, ossia l'uomo più ricco del mondo, avrebbe cancellato la copertura sanitaria della figlia Vivian Jenna Wilson subito dopo il suo coming out come donna transgender.
Lo dichiara la sua ex moglie, Justine Wilson.
Le rivelazioni nel documentario Musk
Le accuse sono contenute in Musk, il documentario di quattro ore diretto dal regista premio Oscar Alex Gibney, presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia.
Nelle sue dichiarazioni, Justine Wilson affronta le dinamiche familiari e le pressioni esercitate dal magnate:
- La transizione come "perdita": Wilson spiega che Musk ha vissuto la transizione della figlia come la "morte di un figlio".
- I conflitti infantili: Le tensioni tra padre e figlia risalirebbero all'infanzia. La madre ricorda di quando Vivian aveva solo sei anni e Musk le disse: “In questo mondo ci sono vincitori e perdenti. Vuoi essere una vincitrice o una perdente?”, lasciando intendere che chiunque non lo seguisse fosse destinato a fallire.
- I messaggi su X: Wilson ricorda il dolore provato da Vivian quando Musk ha affermato pubblicamente sul social media X di averla "persa" a causa dell'ideologia woke, bollando il suo gesto come un rifiuto netto e pubblico della figlia.
Da parte sua, Elon Musk non ha partecipato al documentario, definendolo un attacco denigratorio (hit piece), e i suoi legali hanno minacciato azioni legali parlando di fatti distorti.
Un impegno da 276 milioni di dollari per i Repubblicani
Il caso personale si intreccia a doppio filo con le posizioni e le risorse politiche messe in campo da Musk. Secondo quanto riportato dal New York Times, solo negli ultimi tre mesi il miliardario avrebbe destinato oltre 276 milioni di dollari a organizzazioni legate al Partito Repubblicano per sostenere la campagna per le elezioni di metà mandato (midterm) del prossimo 4 novembre.
Parallelamente, Donald Trump ha affidato a Musk un nuovo incarico ufficiale come consulente per il Project Meridian, iniziativa del Pentagono incentrata sulle tecnologie belliche del futuro, giunta dopo la parentesi alla guida del DOGE (Department of Government Efficiency).
Lo scontro politico sulle cure per l'affermazione di genere
Il tema dei diritti delle persone trans è diventato uno dei punti centrali dello scontro politico in vista del voto. Il Dipartimento della Salute (HHS) e i Centers for Medicare & Medicaid Services (CMS) hanno recentemente formalizzato misure restrittive volte ad eliminare la copertura con fondi federali per le cure di affermazione di genere destinate ai minori di 18 anni (e under 19 per il programma CHIP).
Le nuove restrizioni — entrate in vigore a metà ottobre — bloccano i finanziamenti pubblici per bloccanti della pubertà, terapie ormonali e interventi chirurgici nei minorenni. Sebbene 22 Stati abbiano già avviato ricorsi legali contro l'amministrazione, diversi governi locali si sono già adeguati, bloccando l'accesso ai trattamenti sanitari pubblici e lasciando le famiglie prive di risorse di fronte a costi insostenibili.
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