L'incessante propaganda d'odio di Pillon


Pillon ama etichettare come "scemenza" tutto ciò che non è razzista, supreatista o quantomeno omofobo. In un messaggio pubblicato su X, Pillon riprende il frammento di un'intervista video in strada tra due persone, accompagnandolo con un breve dialogo tradotto e un duro commento personale:



L'ex senatore conclude il post criticando apertamente i movimenti progressisti, citando in particolare i gruppi "queers for palestine", le "transfemministe" e il concetto stesso di autopercezione dell'identità. D'altronde è cosa nota il suo preferire i gruppi omofobi di estrema destra che sostengono il genocidio palestinese.
Il suo messaggio si chiude poi con una dichiarazione perentoria basata sul biologismo essenzialista: «Se sei un maschio, sei un maschio. Se sei una femmina, sei una femmina».

La posizione espressa da Pillon si inserisce in una più ampia strategia comunicativa della destra conservatrice, che spesso utilizza brevi filmati per mostrare presunte contraddizioni nel discorso dell'attivismo gender e della "theory queer". Infatti è facile decontestualizzare temi seri e invitare i propri proseliti all'insulto e all'offesa gratuita, come potabilmente si potrebbe fare con estrema facilità mostrando alcune caricature di essere umano che partecipano alle loro sagre di Pontida. Oppure sarebbe interessante andare ai raduni di Vannacci e chiedere a gente von svastiche tatuate sul petto se loro si sentono maschili quanto Pillon. Ma il fatto è che ciò significherebbe abbassarsi al livello di Pillon e al degrado etico e valoriale della sua propaganda. Un livello talmente infimo da arrivare a paragonare l'aborto alla pena di morte:



Premesso che non pareva così contrario alla pena di morte quando si spellava le mani per l'omicidio plurimo del suo gioielliere, il suo "ragionamento" ignora il corpo, la salute fisica, lo stato psicologico, le condizioni economiche, il vissuto personale della donna. E dimentica che un feto non è un bambino, come quei 20mila che sono stati massacrati dal suo Netanyahu.
Va bene il desiderio di ingannare menti semplici, ma qui si esagera.
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