Francesco Zanardi chiede asilo politico in Spagna


Francesco Zanardi è ormai in sciopero della fame dal 4 gennaio scorso per chiedere l'inserimento nell'agenda del Parlamento italiano di una discussione sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso.
Dall'inizio dello sciopero ha perso 11 chili ma i riscontro ottenuti fino ad oggi non sono stati molto soddisfacenti: «Gli unici politici che hanno risposto al mio appello -ha dichiarato- sono il senatore Ignazio Marino, la senatrice Donatella Porretti e l'onorevole Anna Paola Concia. I politici continuano a cestinare proposte di legge per la regolarizzazioni di unioni fra persone dello stesso sesso».
A suo favore si era espresso anche l'intergruppo al Parlamento europeo per i diritti lgbt che il 22 gennaio scorso ha inviato una lettera aperta ai parlamentari italiani denunciando come il nostro Paese abbia "uno dei trattamenti più iniqui e discriminatori dei cittadini LGBT in Europa".
Ora Francesco ha deciso di mettere in atto un'azione già anticipata nei giorni scorsi: con una lettera ha chiesto asilo polito alla Spagna ed eventualmente rinnoverà la richiesta anche ad altri Paesi dell'Unione Europea.
Nella lettera inviata all'ambasciata italiana in Spagna, alle ambasciate di Spagna in Italia e per conoscenza all'Unione Europea, Franceso ha dichiarato: «Il governo italiano mi sta lasciando morire di fame. Malgrado moltissime segnalazioni inviate alle maggiori istituzioni italiane da parte dei cittadini, nessuna di queste è mai intervenuta. Viviamo in Italia uno stato di regime, la situazione è molto grave, i parlamentari ignorano i ripetuti richiami dell'Unione Europea, censurano e impediscono la divulgazione delle notizie tramite la stampa al punto tale che si parla in tutta Europa, persino negli Stati d'America di questo sciopero, ma non in Italia».

Update 7/2/2010: la Spagna si è prontamente pronunciata sulla richiesta di Franceso, anche se la risposta è stata negativa. L'ambasciata spagnola ha dichiarato: «Prendiamo seriamente in considerazione le istanze di chi attua una protesta come lo sciopero della fame. Abbiamo anche parlato con Zanardi, siamo sempre pronti ad ascoltarli. Ma come ambasciata di Spagna non riteniamo che in Italia i gay siano discriminati».
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