Salvini: «Il dibattito sulle unioni gay non è una priorità e non fa l'interesse né degli italiani, né dei gay»


Se i politici italiani avessero investito nella discussione delle unioni gay la metà delle energie spese a sostenere che non siano una priorità, forse il dibattito sarebbe chiuso da mesi. Eppure anche oggi il leader della Lega, Matteo Salvini, ha preferito proseguire nel sostenere che la priorità sia di rinviare qualsiasi dibattito e di affrettarsi a dare carta bianca ad Alfano per impedire qualunque riconoscimento civile.
Ma andiamo con ordine. Ospite ai microfoni di RTL 102.5, il segretario del Carroccio ha sostenuto che «L'emergenza in Italia è il lavoro e la sicurezza. Il dibattito unioni gay non mi appassiona, io sono perché ognuno viva la sua vita e la sua sessualità come ritiene, semplicemente ritengo che il matrimonio si abbia tra un uomo e una donna e i bimbi vengano adottati da una mamma e da un papà». Poi ha aggiunto: «Quei Ministri che perdono tempo dibattendo sulle unioni gay non fanno l'interesse né degli italiani, né dei gay stessi, che chiedono solo di lavorare e di essere rispettati. Dal suo punto di vista una cosa buona Alfano deve averla fatta opponendosi alle registrazioni delle unioni civili nelle varie città italiane».
Insomma, il riconoscimento delle unioni civili non è una priorità ma il distogliere l'attenzione dai problemi del Paese per inviare circolari illegittime volte ad impedire il riconoscimento dei documenti internazionali sarebbe stata una priorità doverosa.
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