Tribunale Usa sancisce che la pubblicità delle "terapie riparative" è da ritenersi frode al consumatore


Un giudice della corte d'appello del New Jersey ha sancito che le pubblicità dei promotori delle fantomatiche «terapie riparative» che indicano l'omosessualità come «un disordine» sono da ritenersi in violazione delle leggi di tutela dei consumatori.
Per la prima volta nella storia, una corte degli Stati Uniti ha sancito che l'omosessualità non è una malattia o un disturbo, motivo per cui sono da considerarsi fraudolente le affermazioni rilasciate in tal senso dai gruppi che cercano di sostenere quella tesi pur di vendere i propri servizi.
Il giudice Peter F. Barsio Jr. ha dichiarato: «È un travisamento in violazione del Consumer Fraud Act del New Jersey il diffondere pubblicità in cui l'omosessualità non è descritta come una naturale variante della sessualità umana, ma come una malattia mentale, un disturbo o un suo equivalente». La sentenza è parte di una causa per frode al consumatore presentata dalla SPLC contro il gruppo Jonah, un realtà che promette di poter convertire i gay in eterosessuali dietro il pagamento di tariffe che spesso possono superare i 10mila dollari annui.
«Questa sentenza è devastante per l'industria delle terapie di conversione -ha dichiarato David Dinielli di SPLC- Per la prima volta, un tribunale ha stabilito che si tratta di una frode il dire ai clienti che hanno un disturbo mentale che può essere curato. Questa è la bugia principale del mercato delle terapia di conversione, utilizza in tutto il Paese per spacciare quelle ciarlatanerie ai clienti più vulnerabili. I gay non hanno bisogno di essere curato e siamo entusiasti del fatto che la Corte lo abbia sottolineato».
Il giudice ha stabilito che Jonah è in violazione della legge frode al consumatore anche nell'offrire presunte statistiche di successo dei propri servizi, dato che non ha mai provveduto a verificare i risultati ottenuti né è stata in grado di fornire spiegazioni riguardo alla base utilizzata per il calcolo di tali cifre.
La denuncia chiederà ora di valutare anche l'abusività dei metodi utilizzati da Jonah, come l'obbligare i ragazzi a spogliarsi e stare in cerchio nudi in presenza di un consulente o il subire la ricostruzione di abusi sessuali che -a detta dei terapeuti- dovrebbe rievocare un presunto trauma che sostengono sia alla base dell'omosessualità. Sotto inchiesta è anche l'aver allontanato alcuni ragazzi dalle loro famiglie dopo averli convinti che la colpa della loro omosessualità è da attribuire ai propri genitori.
La terapia di conversione, chiamata anche terapia riparativa, è stata ampiamente screditata da tutte le principali organizzazioni mediche, psichiatriche, psicologiche e professionali del Paese. È su questa base che la scorsa settimana il giudice ha rigettato la richiesta dalla difesa di ascoltare «in qualità di esperti» alcuni fra i più importanti sostenitori delle terapie di conversione (tra cui anche Joseph Nicolosi e vari membri del Narth) dato che non si trattava di personaggi super partes e l'ascintificità delle loro dichiarazioni era dimostrasi dal loro volersi basare sulla falsa premessa che l'omosessualità sia una malattia.
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