Il Tar del Lazio boccia la circolare di Alfano: «Solo tribunali possono annullare trascrizioni»


Nei mesi scorsi la nota circolare emanata da Angelino Alfano aveva intimato ai prefetti la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero fra persone dello stesso sesso. Il Tar del Lazio si è ora pronunciato sull'argomento e ha sancito che l'annullamento delle trascrizioni effettuato in alcune città non è da ritenersi non valido dato che solo un tribunale civile e non un prefetto può compiere tale atto.
La sentenza del Tar si riferisce nello specifico alla circolare emanata del ministro dell'interno il 7 ottobre scorso e all'operato del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che il 31 ottobre scorso annullò le trascrizioni presenti nel registro dello stato civile del Comune di Roma. I giudici hanno sostenuto che «allo stato, non è consentito celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili nei Registri di stato civile», ma la modalità adottata da Alfano non è da ritenersi valida e quelle trascrizioni dovranno essere considerate valide sino a quando un tribunale non deciderà il contrario.
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha commentato «Avevo sempre affermato, pur non essendo un esperto di giurisprudenza, che sulla base delle normative nazionali e comunitarie fosse un dovere del sindaco trascrivere un documento di un'unione avvenuta all'estero di due cittadini della mia città. Per me non è assolutamente una sorpresa, non credo ci sia stato mai un momento in cui ho mostrato un minimo dubbio sulla mia certezza». Nichi Vendola (Sel) ha invece chiesto che il prefetto di Roma Pecoraro e il ministro Alfano «siano rimossi».
Dal canto suo Afano pare non dare peso al fatto di aver compiuto azioni ideologiche contrarie alla legge e sostiene di aver sempre coerentemente garantito il quadro normativo attuale in materia di stato civile che non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, né di trascrivere quelli celebrati all'estero. In suo soccorso è accorso anche il quotidiano dei vascovi che scrive: «Il Tar, comunque, sostiene con chiarezza che la legislazione nazionale non consente matrimoni omosessuali. E, quindi, non è possibile trascriverli in modo legale. Insomma, i sindaci che lo hanno fatto sono usciti dal seminato della legge, attribuendosi poteri inesistenti».
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