La falsa testimonianza di Tempi in difesa di Cerrelli


Nel bergamasco è scoppiata la polemica non appena si è diffusa la notizia che la fiera del libro di Calusco d'Adda ospiterà oggi la presentazione del libro "La famiglia: un'istituzione in pericolo. La minaccia gender" di Giancarlo Cerrelli (avvocato e vicepresidente dell'Unione Giuristi Cattolici Italiani).
La sezione locale del Pd ha preso una posizione netta contro la sua partecipazione e su Facebook scrive: «La presenza di Giancarlo Cerrelli alla Fiera del Libro di Calusco d'Adda con il suo argomento "la minaccia gender" è intollerabile. Un individuo che ritiene l'omosessualità una malattia è un insulto a tutta la fiera! Parliamoci chiaro... questa è omofobia!».
Immancabile è partita anche la controffensiva del mondo anti-gay c'è chi manifesta «Piena solidarietà a Gian Cerrelli preso di mira dalle solite lobby» e c'è pure il giornale di Adinolfi che lancia appelli per invitare i propri adepti a recarsi a Caluso per sostenere l'omofobia dell'avvocato. Lo stesso Cerrelli si è difeso pubblicando su Twitter un articolo apparso su Tempi dal titolo "Polemiche per la partecipazione di Cerrelli ad un incontro sul gender. Tutto parte da una notizia falsa". Nel testo dell'articolo pubblicato sul sito ciellino leggiamo:

Ciò ha ingenerato, prima sui social network e poi sui quotidiani locali, un vivace dibattito, il cui presupposto di partenza è che Cerrelli consideri l'omosessualità una malattia. Il presupposto è, semplicemente, falso. Come a suo tempo vi avevamo raccontato, la falsa notizia dipende dalla partecipazione dell'avvocato alla trasmissione "Uno Mattina Talk", andata in onda su Rai Uno il 20 agosto 2014, in cui si discuteva del ddl Scalfarotto sull'omofobia. Alla domanda: «Lei considera l'omosessualità una malattia?», Cerrelli rispose sempre di «no». Ma da allora circola in rete la cronaca che di quella vicenda fecero molti siti (in testa l'Huffington Post) che mettevano in bocca al vicepresidente dell'Ugci parole mai pronunciate.

Per loro sfortuna il filmato dell'intervento citato risulti facilmente reperibile su Internet e non è difficile poter costatare come dimostri inequivocabilmente che la ricostruzione dei fatti fornita da Tempi sia falsa. Non solo la rivista lascia intendere che la notizia sia stata inventata dai giornali del gruppo l'Espresso (nonostante comparisse tale e quale anche su quotidiani di destra come Libero), ma soprattutto la risposta di Cerrelli non è certo stata un «no». I conduttori gli hanno chiesto se ritenesse un'offesa il sostenere che i gay sono malati e l'avvocato ha risposto:

Dire che è una malattia non è accertato ma sicuramente è un disordine. Noi dobbiamo essere liberi di dire che è un disordine. Perché se viene meno questo non c'è neppure più la possibilità di fare catechismo.

Dunque non solo ha sostenuto che l'omosessualità possa essere una malattia, ma ha anche asserito che «sicuramente» sia da ritenersi un disordine nonostante qualsiasi studio scientifico affermi sia una variante naturale dell'orientamento sessuale. Ma non solo, l'uomo si è spinto anche a sostenere la necessità di propagandare quella visione medioevale ai bambini che frequentano il catechismo. Più avanti ha anche lamentato come nel caso di approvazione del ddl Scalfarotto «nessuno potrà dire che l'unione fra gay sia non normale».

Clicca qui per ascoltare le parole pronunciate da Cerrelli.
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