Rodolfo de Mattei: «La Chiesa deve negare il battesimo ai bambini adottati dai gay»

Una tra le più diaboliche e violente finalità perseguite dall'Osservatorio Gender di Famiglia Domani (un sito di proprietà della web agency romana RdMedia di Rodolfo de Mattei) è il cercare di creare quel "noi" e quel "loro" che fu già alla base del nazismo. Attraverso un uso criminale del sentimento religioso, la loro teorie è che i gay non siano conciliabili con la fede cristiana e che pertanto siano persone che meritano di essere perseguitate e discriminate per il solo fatto di esistere.
È dunque presentando la discriminazione come un dogma di fede che l'organizzazione integralista si è scagliata contro l'arcidiocesi di Vienna per accusarla di voler «sdoganare la “famiglia” omosessuale». Inutile a dirci, l'abuso di violette è la modalità con cui i teorici di una nuova razza ariana basata sull'orientamento sessuale amano togliere dignità alle parole che si riferiscono alle loro vittime dato che loro si dicono convinti che le loro famiglie valgano di più per diritto di nascita.

Scrive Rodolfo de Mattei:

Chiesa cattolica e omosessualità sono oggi divenuti conciliabili ? A leggere Pfarrblatt, il bollettino parrocchiale della cattedrale Santo Stefano dell’arcidiocesi di Vienna sembra proprio di sì.
Il numero 2 datato “Autunno 2016” della rivista, alla pag. 17, presenta infatti un articolo dal titolo inequivocabile “We are family“, con raffigurato un sorridente ed insolito trio famigliare in tradizionale tenuta tirolese, formato da due uomini e il loro figlio adottivo.
Gran parte del bollettino, intitolato “Crescere nell’amore“, è dedicata a spiegare la bontà della dibattutissima esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris Laetitia. Pagina dopo pagina, diversi autori illustrano, ognuno dal proprio particolare punto di vista, le loro “teorie” e “pratiche” riguardo partnership, matrimoni e differenti tipologie di “famiglie”. E tra i tanti modelli proposti, come se nulla fosse, vi è anche una coppia di uomini formata da Georg Urbanitsch e Bernd Schlachter

Si passa poi alla denigrazione del gay, sgradito a De Mattei e pertanto evidentemente ritenuto meritevole di una diffamazione a mezzo stampa. Dice l'integralista:

A firmare l’articolo è proprio uno dei due “papà” Georg Urbanitsch, ex anchor men del canale televisivo austriaco “Ö3, unito civilmente dal 2012 con Bernd Schlachter, proprietario di un ristorante a Vienna.
Nel 2014 la coppia ha adottato un bimbo sudafricano e, come fa sapere Urbanitsch in conclusione del suo articolo, nel prossimo futuro, i due uomini hanno in programma di adottare un altro bambino, questa volta una femmina di tre anni proveniente sempre dal Sud Africa.
Urbanitsch presenta ai lettori la sua particolare “famiglia”, descrivendola come fosse il più classico dei “quadretti” famigliari. Non importa se ci sono due papà e nessuna mamma, per Urbanitsch in ciò non vi è assolutamente nulla di speciale

Rodolfo de Mattei si dice così convinto che se è Gandolfini ad adottare una decina di figli, allora la sua sia una bellissima famiglia, ma non così se è un gay adotta un bambino: in quel caso lui parla di una "famiglia" tra virgolette perché ritenuta immeritevole di pari dignità sulla base dell'orientamento sessuale dei suoi membri.
Ed è sempre dando libero sfogo al suo odio che De Mattei chiede anche che al bambino sia negata un battesimo dato che deve essere ponto per avere genitori a cui De Mattei si rifiuta di concedere dignità. Scrive:

Una “misericordia” che ha fatto si che il figlio della coppia gay composta da Urbanitsch e Schlachter ricevesse il sacramento del battesimo nella stessa cattedrale di Santo Stefano del cardinale Schönborn dalle mani del suo parroco don Toni Faber.
Un atto, fino a prova contraria, in aperta violazione dell’insegnamento di sempre della Chiesa cattolica in materia, così come ribadito dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, il 20 ottobre 1980, presieduta dall’allora Prefetto Card. Šeper, nella “Istruzione sul battesimo dei bambini” al punto 15: «Tuttavia, per quanto la Chiesa sia cosciente dell’efficacia della fede che opera nel battesimo dei bambini, e della validità del sacramento che essa conferisce loro, riconosce dei limiti alla sua prassi, poiché, eccettuato il caso di pericolo di morte, essa non ammette al sacramento senza il consenso dei genitori e senza la seria garanzia che al bambino battezzato verrà data una educazione cattolica (27): si preoccupa infatti sia dei diritti naturali dei genitori, che delle esigenze di sviluppo della fede del bambino».

Non si comprende in che modo quel punto dovrebbe contrastare con il battesimo del bambino, azni. Casomai quel passaggio ci spiegherebbe perché i figli di De Mattei non dovrebbero essere battezzati dato che loro padre mostra chiaramente una incapacità di vivere un autentico sentimento cristianesimo, ma dato che noi non siamo malvagi quanto lui, mai ci permetteremmo di invocare punizioni per chi ha avuto la sfortuna di averlo come "padre".

Ma è insistendo nella sua teoria e sostenendo che un gay non possa essere cristiano per il solo fatto di esistere che l'integralista inizia a citare codici a caso e aggiunge che quello sarebbe:

Un insegnamento confermato nel Codice Diritto Canonico del 1983 che al capitolo III dedicato ai “Battezzandi” al canone n. 868 specifica come per battezzare lecitamente un bambino si esige «che vi sia la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica; se tale speranza manca del tutto, il battesimo venga differito, secondo le disposizioni del diritto particolare, dandone ragione ai genitori».

Non manca poi la solita conclusione volta a sentenziare che Dio è odioe che essere "cristiano" significhi odiare il prossimo con tutto sé stessi. Ed è sempre in quella vergognosa strumentalizzazione della fede religiosa che De Mattei conclude:

Il bollettino parrocchiale “Crescere nell’amore”, pubblicato dalle cattedrale dell’arcidiocesi di Vienna, che mette assieme una manifesta apologia dell’Amoris Laetitia e la “normalità” di una “famiglia” omosessuale, svela quello che è l’autentico spirito “riformatore” della “Chiesa della Misericordia” odierna di cui il cardinale Christoph Schönborn è uno dei rappresentanti più autorevoli ed ascoltati. Una spirito di rottura che pretende di conciliare l’inconciliabile: cattolicesimo e comportamento omosessuale.

Il fatto che De Mattei scriva "normalità" tra virgolette e parte di quella sua abitudine ossessivo compulsiva in cui in ogni suo scritto si lancia nell'affermare che i gay sarebbero persone anormali che meritano di essere insultati.


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