Quei "cristiani " che spergiurano, nel nome di Dio, che i gay mangiano merda e li infettano con l'epatite



La notizia è vecchia, vecchissima, ma riproposta ciclicamente ed ossessivamente da quelle realtà integraliste che cercando di ripetere le loro bugie sino a quando i loro proseliti non inizieranno a percepirle come una verità. Lo scopo è sempre e solo uno: creare odio contro i gay ed inneggiare a quella famiglia tradizionale alla Adinolfi, con un maschio che in quanto maschio non deve assolutamente vergognarsi di ostentare la sua passione per i genitali femminili e mostrarsi pubblicamente mentre biascica ed ansima come un maniaco dinnanzi a Cicciolina. Un'ideologia che inneggia ad Adinolfi quale emblema del vero maschio cristiano in virtù di come dica di aver mollato la prima moglie dopo averne trovata una più giovane che, in quanto femmina, deve necessariamente accontentarsi di uomini coetanei o più vecchi di lei in modo da poter garantire una maggior possibilità di restare gravida non appena il maschio se la fosse portata a letto. Sembrano follie, ma è una semplice carrellata di una minuscola porzione dei loro proclami.

Intenzionati a sfruttare l'omofobia per garantire la "difesa" di un sessimo che potrebbe ritorcersi anche contro le loro stesse famiglie (senza far nomi, si pensi anche solo a chi ha due figlie e difende la misoginia, ndr) l'integralismo pare incapace di avere una qualunque etica. Ed è così che su quel sito denominato "Basta bugie" che viene promosso dalla Nuova Bussola Quotidiana di Riccardo Cascioli, troviamo veri e propri insulti alla dignità umana. Leggiamo:

Dopo avere passato giornate a parlare di lesioni anali e infezioni, oggi parliamo di escrementi.
Il tema di oggi è la coprofagia. Moltissimi intellettuali gay inneggiano alla coprofagia. Tra i più famosi Mario Mieli e la/il filosofa/o ex Beatrice Preciado, attualmente Paul Preciado.
A Mario Mieli è intitolato il circolo lgbt di Roma. Mario Mieli, definito da Liberazione il più grande intellettuale queer italiano. Autore del testo "Elementi di critica omosessuale", dove parla della sublime bellezza di pedofilia, necrofilia e coprofagia.

In realtà Mario Mieli non ha mai parlato di pedofilia, limitandosi semplicemente a sostenere che anche i bambini hanno una sessualità e non sono esseri asessuati così come si riteneva ai tempi. L'avrà anche fatto con termini coloriti e giri di parole tipici di chi doveva creare scandalo per poter essere ascoltato, ma da qui ad attribuire crimini mai commessi si passa velocemente alla pura diffamazione. Ma dato che Adinolfi dice che il sessimo e l'omofobia servirebbero a "difendere" i bambini da un mondo più tollerante e senza discriminazioni, ecco che allora serve cercare di dipingere i gay come orchi. E dato che la realtà dei fatti contrasta con le loro tesi, l'articolo ripropone pure curiose interpretazioni della parole di Mieli:

Per coloro che abbiano difficoltà a capire la astrusa prosa, c'è scritto che è giusto desiderare eroticamente i bambini e chi lo fa vuole bene ai bambini perché loro lo vogliono.
Quindi Mario Mieli riconosceva di avere desideri erotici nei confronti di bambini: questo lo classifica come pedofilo: come spiegato nell'ultimo dsm il desiderio semplice senza passare all'atto dà la classificazione di pedofilia. Poi discutiamo se sia un normale orientamento sessuale (teoria DSM) o la più orrenda e nauseante delle perversioni sessuali (teoria nostra). Possiamo definirla filopedofilia così tronchiamo le discussioni.

Ovviamente nessun DSM definisce la pedofilia come un «normale orientamento sessuale», ma l'Apa l'ha semplicemente declassata a disagio psicologico solo nel caso in cui si presenti come egodistonica per il soggetto, di fatto cercando di rendere pienamente evidenza proprio della sua intrinseca qualità di comportamento criminale.
Per farla brave, se si tenesse buona la definizione di "Basta Bugie", il pedofilo andrebbe giustificato nel nome di una patrologia e non potrebbe essere ritenuto colpevole degli stupri compiuti, contrariamente a quanto avviene grazie alla definizione dell'Apa. Dunque siamo dinnanzi ad una doppia bufala, a sostegno dei veri pedofili e contro la dignità di chi pedofilo non lo è mai stato.

Preoccupandosi di insultate tutti gli iscritti al Circolo Mario Mieli di Roma, l'articolo aggiunge:

Della filopedofilia di Mario Mieli e, quindi, di tutti gli iscritti di un circolo intitolato a lui, parleremo un'altra volta. Ora parliamo della coprofagia: Mario Mieli faceva spettacoli teatrali dove mangiava gli escrementi suoi e del suo cane, crudi e sconditi. E' famosa la sua esibizione pubblica all'Ompo's, durante la quale si esercitò in questi atti (anche con gli escrementi del suo cane). Il poeta gay Dario Bellezza (morto di AIDS) ironizzò così: «A Mario è rimasto altro che mangiar la m..., per far parlare di sé». Uno non mangia gli escrementi suoi e del suo cane per far parlare di sé: uno mangia gli escrementi suoi e del suo cane solo se il suo odio per l'uomo che vuol profanare profanando se stesso ha raggiunto livelli totali.
Un altro esempio di intellettuale gay, cioè di odio di se e dell'umanità, lo troviamo nella filosofa Beatrix Preciado, che da qualche tempo si è fatta castrare, ha subito un intervento ai genitali e sta prendendo testosterone e si fa chiamare Paul, ma le sue cellule, tutte, continuano a essere XX. Madre natura è un'arcigna megera, e sta ottusamente arpionata alla realtà.

Sostenuto che i gay mangiano merda e che i transessuali siano persone castrate quasi si parlasse di cani, il gruppo d'odio aggiunge:

L'omosessualismo odia la vita. E ama la coprofagia. Le feci sono morte. Questa roba è cultura di morte. Non sono quattro tizi che campano come gli pare, a te cosa ti cambia. Questa è cultura di morte. In una nazione libera qualcuno talmente problematico da mangiare escrementi deve essere libero di farlo, ma che il denaro pubblico finanzi il circolo intitolato a Mario Mieli, mangiatore di escrementi (crudi e sconditi) è un pericoloso incitamento a pratiche coprofaghe che stanno aumentando l'incidenza dell'epatite A. Possiamo dire che la coprofagia fa schifo senza essere inquisiti di razzismo?

Se basterebbe anche solo leggere queste righe per comprendere chiaramente quanta poca etica e quanta malata ideologia ci sia in gente capace di scrivere simili pagine d'odio, intollerabile è come cerchino pure di di spacciare simili porcherie per "scienza" nel nome della solita Silvana De Mari. Scrivono:

Nel seguente video la Dott.ssa Silvana De Mari spiega cosa siano questi famigerati circoli culturali ai quali vanno fior fiore di denari pubblici per finanziare attività ricreative e culturali. In particolare la Dott.ssa parla del Circolo LGBT "Mario Mieli" e della figura del filosofo gay morto suicida alla quale il circolo a lui intitolato rende onore.

E dato che le parole chiave hanno un senso, non sembra un caso che non parlino mai di gay senza accostarli a persone suicide o morte di HIV. La cosa più incredibile è come tutta questa propaganda non venga portata dinnanzi ad un giudice da uno stato che avrebbe il compito di difendere i cittadini dalle perversioni ideologiche di chi fomenta isteria e paura a danno di un intero gruppo sociale.
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