Affari Italiani sostiene che l'omosessualità sia «una scelta» e che Zazzaroni sia «nel mirino della lobby gay»


Dopo aver elevato Mario Adinolfi a «profeta» incaricato di elevare i suoi gusti sessuali a dogma di fede da indicare quale unico modo "giusto" di poter essere, ora è sempre Affari Italiani a dirci che Zazzaroni non deve poter essere accusato di omofobia.
L'articolo giura che il disgusto "estetico" espresso dal giudice di Ballando con le Stelle contro qualsivoglia ballo non preveda la presenza di una donna sia perfettamente lecito, concludendo che non vi fosse «nessun pregiudizio o problema con le scelte sessuali di una persona ma solo una questione di estetica nel ballo, che non può che essere uomo-donna».
Il fatto che Affari Italiani definisca l'orientamento sessuale come «una scelta» appare gravissimo, così come privo di qualsivoglia etica è il suo patetico tentativo di dire ai propri lettori che chi si è sentito offeso dall'atteggiamento omofobo di Zazzaroni debba sentirsi in errore.

Il quotidiano riporta anche il piagnisteo di Zanzaroni a Radio 24, con tanto di ulteriori insulti rivolti a chi si è sentito offeso dal suo rifiuto a giudicare il ballo di Ciacci e Todaro:

Alla domanda di Luca Telese:"Ivan sei finito nel mirino della lobby gay?"Zazzaroni: "Esattamente! Di gente che non ha visto il programma. È l'indignazione da social, l'indignazione da like. È allucinante, roba da querela” – e conclude a Radio 24 - “Ma non farò lettere pubbliche. Sarebbero mal interpretate come il mio giudizio. Me lo tengo. Io ho 15mila persone bloccate su Twitter per via del calcio, è un paese intero! Ci sono abituato.”

A quel punto Affari Italiani torna per l'ennesima volta a dare visibilità all'omofobia di Adinolfi, nell'ennesima lode ai giudizi di condanna morale elargiti dal leader del partitito omofobo che alle elezioni ha dimostrato di rappresentare un misero 0,6% della popolazione:

Gia' una settimana fa, nella prima puntata di questa 13^ edizione del talent, Zazzaroni - da anni anche lui nel programma come giurato - aveva espresso i dubbi nei confronti della prima coppia al maschile, o comunque 'same sex'. In piu' ci si era messo il confronto a distanza tra la blogger Selvaggia Lucarelli, altra componente della giuria, e Mario Adinolfi. Per il leader del Popolo della Famiglia era stato "imbarazzante e grottesco lo spettacolino del povero Raimondo Todaro a Ballando con le Stelle, Zazzaroni prova a dire la verita' e viene inutilmente rimbeccato. Il ballo e' uomo-donna. Il resto e' chiacchiera superficiale e una arrampicata sugli specchi per giustificare l'innaturale". La replica della blogger era stato un 'vaffa..'. Ma il fuoco delle polemiche non era spento, perche' ieri sera c'e' stato l'affondo di Zazzaroni.

Peccato che Zazzaroni non sia nuovo a quelle uscite omofobe che Affari Italiani tenta di negare. Nel 2012 insultò pubblicamente il pugile Olando Crutz, sostenendo che il suo coming out fosse un motivo sufficiente per deridere la sua mascolinità bel parlare di «un peso puma di stuzzo».
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