Provita Onlus tenta di abusare dell'aborto per creare odio contro i gay



La campagne denigratoria condotta da Provita Onlus contro un intero gruppo sociale si basa sul sostenere che i gay abbiano una coscienza comune e che tutti debbano essere ritenuti corresponsabili di qualunque azione venga compiuta sul pianeta da chi condivide lo stesso orientamento sessuale. Ovviamente il loro presidente non deve assolutamente rendere conto di cosa pensano o dicano gli altri etero, ma questo solo perché lui non è parte dei molteplici gruppi sociali contro cui ama fomentare odio con finalità politiche.

Premesso ciò, è dalla pagina Facebook dell'organizzazione integralista che troviamo la solita generalizzazione ideologica volta a creare odio contro i gay attraverso un ricordo alla loro propaganda antiabortista (peraltro falsa come una moneta da tre euro, dato che basterebbe osservare come stia funzionando il proibizionismo nel contrasto alle droghe per domandarsi in che modo il loro presidente si senta legittimagto a giurare che basterebbe vietare l'aborto perché sia scongiurato il rischio di tornare al ben più alto numero di interruzioni di gravidanza clandestine che si registravano prima della 194).

Mostrando un evidente odio contro i gay, la sua associazione scrive:

l gruppo di attivisti Lgbt Radical Queers Resist ha preso di mira in Irlanda i promotori del “no” al referendum, coprendo con i loro corpi e con bandiere arcobaleno i manifesti che invitano a riflettere sull’orrore dell’aborto con messaggi quali “Killing Irish children” (uccidendo i bambini irlandesi) o “Is this human dignity?” (È questa la dignità umana?). In Italia danneggiano i manifesti pro life o li fanno togliere, in Irlanda ci si mettono anche gli Lgbt. (foto dal video girato dagli attivisti per il no, nel documentare l’azione contro i manifesti).

Se il vittimismo di Brandi è parte integraliste della sua campagna, lascia stupefatta la sua capacità di alterare i fatti. La stampa inglese spiega nel dettaglio come un gruppo anti-abortista abbia imbrattato i dintorni del Rotunda Maternity Hospital con manifesti ritraenti ed embrioni e feti prima dell'aborto. Davanti alle proteste di pazienti e ai familiari in visita, l'ospedale ha dovuto ricorrere alla polizia per chiedere la rimozione di quelle grafiche violente.
Sappiamo berne che Brandi si dice convinto che la sua accompagna contro il diritto di scelta delle donne debba poter violare qualunque legge civile in virtù di come l'uso di embrioni morti e possa far leva sui sentimenti di pancia dei suoi proseliti, ma pare che nella sua ricostruzione dei fatti si dimentichi di tutto questo. Anzi, la sua generalizzazione di condanna verso la protesta del gruppo Radical Queer Resists omette totalmente di citare le loro argomentazioni:

Non tollereremo immagini offensive e angoscianti sulle nostre strade. Punire la tragedia e ri-traumatizzare le persone vulnerabili non va bene, e non lo tollereremo.

Dunque non è vero che quei cattivoni dei gay vogliono impedirgli di sostenere che la donne debbano essere legate ad un letto per essere obbligate a partorire con la forza, semplicemente protestano contro chi abusa di tragedie personali per condurre campagne d'odio giocate sulla pelle delle proprie vittime.
Perché se tutto può essere detto, doveroso è che tutti rispettino le regole democratiche della comunicazione. Il loro voler abusare di femminicidio, aborti, sentimento religioso e cadaveri come mezzo di promozione politica dell'ultra-destra non è opinione, è mistificazione.
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