Il leghista Fontana ribadisce che lui non è interessato al parere dei cittadini. Tra insulti e abuso della religione, usa il termine «normalità» in opposizione ai gay



Pare abbastanza evidente che il leghista Lorenzo Fontana non tolleri la libertà di pensiero. Non pago di aver cancellato da Facebook tutte le fotografie che erano state pubblicate da cittadini intenzionati a mostrargli che le loro famiglie esistono anche se lui sostiene il contrario, ha pensato bene di bannare anche chiunque osasse esprimere opinioni che fossero in contrasto con il suo pensiero unico.
Ed è forse per cercare evitare qualunque forma di contestazione che il ministro continua a rivolgersi a testate dell'estrema destra. Dopo il suo intervento sulle pagine anti-gay de La Nuova Bussola Quotidiana, è sulle pagine de Il Tempo che si è messo a piagnucolare che i suoi coiti devono avere un riconoscimento giuridico e sociale dato che a lui piacciono quelle donne che Salvini rappresentava come bambole gonfiabili durante i suoi comizi.
Usando il termine "normale" in opposizione ai gay, il leghista ha insultato chi l'ha contestato, definendo le polemiche «una rivolta delle élite che non ci spaventa. Mai come in questo momento battersi per la normalità è diventato un atto eroico».
Nel suo constante abuso della religione., è stando Pio X che aggiunge: «Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!, diceva. E noi siamo fieri di non aver paura di dirci cristiani, di dirci madri, padri, di essere per la vita». «Abbiamo detto che gli ultimi e gli unici che devono avere parola su educazione, crescita e cura dei bambini sono proprio mamma e papà, principio sacrosanto di libertà», scrive ancora Fontana, che parla di una «reazione violentissima di certi ambienti che fanno del relativismo la loro bandiera. Raffica di insulti, offese, anche personali, minacce. Ma la rivolta delle élite non ci spaventa e non ci spaventa affrontare la dittatura del pensiero unico. Andiamo avanti, con grande motivazione, abbiamo tanti progetti da attuare».
Tradotto: lui se ne frega dei cittadini e intende fare ciò che vuole al fine id ripagare quelle lobby integraliste che cita a pappagallo. Ed ovviamente dovrebbe spiegarci se l'unico responsabile delle decisioni sui figli fosse il genitore dinnanzi ad uno stato che non deve permettersi di garantire protezioni giuridiche, allora significa che nel suo nome si potrà obbligare un minorenne alla prostituzione o che lo si potrà spingere al suicidio attraverso violenze omofobe?
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