Il partito di Adinolfi: «Il ministro Fontana era parte di un nostro gruppo carbonaro che parlava di gender»



Filippo Grigolini è coordinatore provinciale e regionale del Popolo della famiglia di Verona, nonché candidato sindaco alle elezioni amministrative per contro di Mario Adinolfi. promotore di svariati comizi di disinformazione ad opera di Gianfranco Amato e di Povia, è dalla sua pagina Facebook che l'integralista annuncia di avere preoccupanti legami con il ministro leghista Fontana:

L'8 dicembre 2012 venivo "massacrato" dai media locali per aver sostenuto ciò che il catechismo della Chiesa Cattolica dice dell'omosessualità. Nessuno mi difese. Nessuno a parte Lorenzo Fontana. L'allora Sindaco Tosi mi scaricò. I miei referenti politici pure, dimostrando la loro subalternità ai poteri forti e alla sete di carriera a tutti i costi.. Lorenzo no. E io resistetti.
Nel 2013 fondai con lui, Antonio Zerman, Andrea Pernigotti e un altro manipolo di amici, un gruppo "carbonaro" interpartitico per realizzare decine e decine di conferenze in tutta la città e la provincia finalizzate a denunciare l'ideologia del gender. Fu un lavoro necessario, straordinario, sotto traccia, di sudore ma senza visibilità mediatica. Il gruppo si chiamava Umili Servitori.

Il riferimento è alle dichiarazioni che rilasciò come candidato alla Lista Tosi, sostenendo che «la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale».
È inaccettabile che un amministratore pubblico che si permette di sostenere che la sua presunta fede cattolica gli impedisca di accettare che l'omosessualità sia una naturale variazione dell'orientamento sessuale come sancito dall'Oms, ma interessante è osservare come Grigolini non paia voler far mistero di come le conferenze dedicate alla promozione della bufala "gender" non sarebbero altro che un atto finalizzato a creare odio contro i gay a sostengo delle sue condanne morali contro il prossimo.
Grave è come indichi che il ministro leghista Fontana risulti tra i responsabili di quella truffa culturale.

Sostenendo che "naturale" sia sinonimo di "eterosessuale" dato che a lui e a Fontana piacciono le donne e si credono l'emblema dell'unico modo "giusto" cui si possa esistere, l'integralista aggiunge:

6 anni dopo tocca a lui, da solo, portare avanti la bandiera della Famiglia e della Vita. Tocca a lui dire cose ovvie e naturali. Tocca a lui dire che ogni bambino ha diritto ad una mamma e ad un papà. Tocca a lui dire che la natalità va rilanciata.
Tocca a lui anche se Salvini non lo sosterrà fino in fondo. Per Matteo temo siano questioni marginali, secondarie. E se dovesse servire, credo che scaricherà Lorenzo. E sarei felice un giorno di essere smentito.
6 anni dopo, nel frattempo, io saldo il mio debito e confermo a Lorenzo tutta la mia vicinanza, la mia solidarietà e il mio sostegno rispetto agli attacchi della lobby gay che gli stanno vomitando addosso e rispetto alle sua azioni per la Famiglia naturale che metterà in atto. Tieni duro Lorenzo, scrollati la polvere di dosso e vai avanti: di loro non ti curare.
P.S. Anche se sei senza portafoglio, Ricordati che puoi recuperare svariate decine di milioni ELIIMNANDO L'UNAR E L'OSCAD ... la nuova GAYSTAPO.

Se non stupisce che chi fattura sulla discriminazione esiga l'eliminazione di qualunque ente si occupi di contrastarla, a mostrarci come questa gente giochi a fare politica senza nemmeno conoscerne le basi è l'ostentata ignoranza di Grigolini sul fatto che nessuno potrà chiudere l'Unar. L'ente è infatti stato istituito con decreto legislativo n.215 del 9 luglio 2003 su mandato della direttiva europea n.2000/43 che prevede l'istituzione in ogni stato membro di «organismi per la promozione della parità di trattamento di tutte le persone senza discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica».
Pericoloso è anche come il fondamentalismo voglia creare false contrapposizioni. In che modo l'omofobia garantirebbe natalità paiono saperlo solo gli adepti di Adinolfi (salvo non vogliano fare come il loro capo e chiedere che i gay «si sacrifichino» e sposino donne che non amano  al solo fine di produrre bambini da donare alla patria). E difficile è comprendere perché esigano la chiusura di qualunque ente possa tutelare i loro figli dalle discriminazioni, quasi ambissero ad essere i peggiori carnefici della propria prole. D'altra parte Adinolfi è chiaro sul fatto che i suoi figli devono avere la sessualità che lui ha deciso o li spedirà in quei centri di correzione che promuovo le screditate teorie di Nicolosi nell'incuranza di come risultano la provata causa di numerosi adolescenti spinti al suicidio.

Vogliamo davvero difendere la famiglia e i bambino? Allora bisogna iniziare a combattere chi pretende di ridefinire la famiglia sulla base della propria convenienza o chi chiede che i minori siano privati da qualunque tutela legale solo perché loro vorrebbero poterne disporre a proprio piacimento.
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