L'Italia è il Paese europeo dove si è registrata la maggior affluenza al referendum anti-gay rumeno



È fallito il referendum rumeno promosso da un gruppo integralista vicino alla Chiesa Ortodossa che puntava ad introdurre un divieto costituzionale al matrimonio egualitario. Si sono presentati alle urne il 20,41% degli aventi diritto, non permettendo il raggiungimento del quorum fissato al 30% non è passato.
Le città dove si è votato di più sono state Suceava (30,6%), Dambovita (28,9%), Bihar (28,9%), Olt (27,1%) Bistrita Nasaud (26,9%), Botosani (26,8% ), Neamt (26,6%). Quelle invece dove si è votato meno sono state Covasna (8,5%), Harghita (11,1%), Tulcea (14%), Costanza (14,4%), Satu Mare (14,4% ), Mures (15,7%). A Covasna, 16 seggi elettorali non hanno raggiunto la soglia del 3% alla chiusura dei seggi elettorali.
Nella capitale, alla chiusura delle urne, la presenza elettorale è stata del 15,7%. A Bucarest, alla chiusura del voto, 20 sezioni non hanno raggiunto il 2% di presenze.
Fa riflettere il dato sui voti dei rumeni all'estero. L'Italia, con i suoi 27.000 voti, è stata la nazione europea con più affluenza. In Spagna hanno votato 19.000 rumeni, mentre nel resto d' Europa le presenze alle ore 19 erano state tra le 3000 e le 6000 presenze per stato europeo.
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